In un solo giorno l'Euribor a un mese è salito di 64 punti base, da 4,169% di ieri a 4,809% di oggi, il valore più elevato dal 2001. Un rialzo che ha colto di sorpresa molti, che negli ultimi giorni proponevano ancora mutui e prestiti a tasso variabile, alcuni, come Ing direct, puntando proprio sull'Euribor a un mese, che è il valore più basso di riferimento.
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La scadenza a 2 mesi è stata fissata a 4,781% da 4,739% e l'Euribor a tre mesi a 4,776% da 4,743%. Era sceso a 4,60% un mese fa. Il motivo di questa improvvisa impennata, dicono gli esperti, è da ritrovare nelle aspettative piuttosto fosche dell'economia europea nel prossimo anno: il valore dell'Euribor a un mese, infatti, è determinato dalla Federazione bancaria europea che raccoglie le indicazioni di un panel di banche europee e inglesi circa le loro quotazioni nella mattinata sulle singole scandenze.
Significa che a gennaio 2008 queste banche e tutti gli indicatori europei, prevedono ancora problemi di liquidità . Salito anche il tasso interbancario a due mesi.
Da quando, nel settembre scorso, la Bce aveva deciso di non aumentare i tassi, fissando il tasso interbancario al 4%, l'Euribor a tre mesi, che è il più utilizzato per calcolare i mutui e i prestiti variabili, era salito da 4,3 a 4.6 e poi a 4.8 in ottobre, per poi ridiscendere al 4,60% a novembre. Oggi la doccia fredda. Tassi caldissimi, che hanno fatto lanciare l'allarme da tutti i paesi europei: la BCE non pensi di fare salire ancora il tasso di riferimento, ma anzi faccia un passo indietro.
Questa la richiesta da Francia, Spagna e anche dalla Germania, dove l'indice Zew (www.zew.de) ha segnalato una crisi economica prevista nel 2008 sia in Europa che nell'est europeo, mentre l'anno scorso aveva segnalato esattamente il contrario. Il Servizio Market Strategy di MPS Capital Services alcuni giorni fa aveva segnalato che gli indicatori tedeschi registravano una situazione di inflazione elevata, mentre le banche, come Citigroup, avevano dovuto ricorrere a ulteriori iniezioni di liquidità , cedendo quote del proprio capitale, ed ad un probabile taglio del proprio organico fino a 45.000 unità .
Chi ha un mutuo a tasso variabile momenti difficili a fine anno, quindi. Per chi sta sottoscrivendo un mutuo, forse è ancora una volta preferibile il tasso fisso: l'indice Irs, infatti, per la prima volta è più basso dell'Euribor.





