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Pubblicato: il 21 febbraio, 2008

Post di Piero7625: “Il mio mutuo è stato cartolarizzato, la mia banca mi ha detto che dovrebbe arrivare una circolare che dice che anche i mutui cartolarizzati si possono rinegoziare senza andare dal notaio, però c'è da aspettare un po’, solo che è già passato un mese ed ogni volta che chiedo dice sempre che non è arrivato ancora niente, non vorrei che lo faccia solo per perdere tempo! Come potrei fare per sapere se è vero o no di questa circolare?".

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Post di Sciascia: “Io ho stipulato nell'aprile del 2004 un mutuo ipotecario a tasso variabile con Unicredit Banca per la Casa. Ora vorrei surrogare questo mutuo con Banca Antonveneta (Unicredit non ha accettato nessuna rinegoziazione) che il 20 novembre 2007 ha inviato una raccomandata A/R richiedendo di fornire i conteggi del credito residuo e della penale d'estinzione alla data successivamente concordata per l'atto di surroga. Nessuna risposta. Io ho contattato il servizio clienti che, dopo interminabili attese, mi hanno inviato un modulo per l'estinzione anticipata del mutuo e cancellazione della relativa ipoteca. Ma io devo effettuare una surroga non un'estinzione! Lo studio notarile ha provato a contattare il servizio clienti, ma hanno risposto che per motivi di privacy possono parlare solo con il cliente; a me il giorno successivo hanno detto che devono essere contattati dallo studio notarile e così via. Cosa devo fare?”.

Post di Davide: “La mia banca dice di aspettare (cosa???) per rinegoziare perchè non sanno bene come muoversi per il mio mutuo cartolarizzato. Grazie lo stesso Sig. Bersani!”.

Sono solo tre dei molti esempi di difficoltà che le persone incontrano ogni giorno andando in banca per chiedere di rinegoziare il mutuo o di trasferirlo a una banca che offre condizioni migliori. Sul tema cartolarizzazione avevo già scritto un Post “Mutuo in affido”, facendomi aiutare dall’ufficio stampa di UniCredit Banca per la Casa (che ha recentemente cambiato organizzazione integrandosi con il gruppo di appartenenza). In pratica, un mutuo cartolarizzato può essere sia rinegoziato che surrogato, perché la banca che ha fatto l’operazione di trasferimento del credito su una diversa società (spesso creata appositamente dallo stesso gruppo bancario) è di fatto l’unica responsabile di fronte al cliente. Ma ormai sempre più spesso ciò che l’ufficio stampa dice e scrive viene sonoramente smentito dalla realtà della filiale.

Un altro esempio viene da una recente prova sul campo effettuata da Of-Osservatorio finanziario. Il caso riguarda non un mutuo, ma il Conto Corrente Revolution di BNL-BNP Paribas. Questo conto corrente, di cui si tratta nel VI Rapporto Conti Correnti di Of , è a zero spese ma solo se in filiale non ci si va mai. Se si effettua qualsiasi operazione allo sportello si paga, nel mese in cui si è effettuata l’operazione, un canone pari a 6,90 euro. Il dubbio che era venuto al team di ricerca, dopo diverse segnalazioni dai vari focus group, era questo: oltre al canone, si paga anche l’operazione? Voglio dire, oltre ai 6,90 euro si aggiungo anche i 2,3,4 euro per riscuotere un assegno o fare un bonifico? Sarebbe in questo caso un conto molto salato. In un primo momento a questa domanda l’ufficio stampa aveva risposto, per e-mail, con una dichiarazione molto chiara: al canone, si aggiunge anche la spesa dell’operazione. Poi però, una volta pubblicato il rapporto, aveva chiamato per smentire quella dichiarazione. Che fare?

Siamo tornati alla filiale. Dove alla domanda “Nel caso in cui debba fare l’operazione e mi rechi allo sportello, oltre ai 6,90 euro pago anche la commissione sull’operazione?” La risposta della “consulente” BNL è stata: “Beh, lei non deve pagare il costo della movimentazione, ma eventualmente il costo che è previsto su quella operazione. Comunque”, concludeva sorridendo, “le conviene effettuare l’operazione via internet o al telefono, no?”.

Perché tutto questo avviene? Perché se c’è un nuovo prodotto interessante e ne parla Internet e la Tv, la Radio e la Stampa e si va alla filiale di quella banca si viene accolti con diffidenza o fastidio e con la solita frase “Non ne so nulla, la circolare è arrivata solo ieri”? Si tratta di una furberia per non dare al cliente quello che gli spetta di diritto, come la surroga gratuita ad esempio, oppure siamo di fronte a una disorganizzazione bancaria senza precedenti, a uno scollamento tra la base (la filiale) e il centro. D’altra parte sono molti anche i post che segnalano lamentele dei bancari verso Roma (“Sa, con i tempi che hanno a Roma, dubito fortemente che abbiano già messo a disposizione il nuovo foglio informativo!”, ci ha detto candidamente la consulente BNL), Bologna o Milano per giustificare ritardi e inadempienze.

Ho sentito io stessa impiegati che gestiscono prestiti ingenti per acquistare casa o per avviare un’attività che sbuffano davanti al monitor lamentando che loro, il computer e internet lo odiano. Odiano soprattutto informarsi attraverso le numerose circolari che dovrebbero illustrare nuove procedure, nuovi prodotti, nuovi costi e tassi. Non è pensabile che la banca lanci un buon mutuo e si vada in filiale dove il direttore ammette che si deve ancora studiare bene la cosa.

Of-Osservatorio finanziario, l’istituto di ricerca indipendente di cui sono responsabile, ha proclamato il 2008 anno della Buona Banca. Per essere davvero “buona” la banca deve sì proporre prodotti validi, poco costosi, trasparenti. Ma non è pensabile che sulla pelle dei clienti si agisca con un gigantesco gioco delle parti dove la banca è "buona" con le dichiarazione dell'ufficio stampa per poi essere "cattiva" in filiale dove si va a richiedere un conto, un prestito, un mutuo o anche semplicemente una carta prepagata.

Le cirolari non arrivano più con la posta, ma direttamente con internet sullo schermo dei terminali di ogni impiegato di banca. E’ l’era del web, gente. La “bontà” di una banca dipende molto e sempre di più dalle persone che ne fanno parte. Non dimentichiamolo. E per fortuna che il Consorzio Patti Chiari ha lanciato una iniziativa intitolata "Dialogo", dove uno dei paragrafi recita "Parlare alla banca conviene". Ma la banca è fatta di persone e se quelle persone non sono nè preparate, nè motivate, nè informate, allora anche iniziative come questa lasciano il tempo che trovano.

A proposito delle domande dei Post, io rispondo sempre privatamente.

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Commenti (2)
Scritto da:  UniCredit Banca per la Casa - Ufficio Stampa

Relativamente al post di Sciascia, cliente di difficile identificazione attraverso il nick name e di conseguenza di difficile replica puntuale ai fatti,  la procedura così come indicata è corretta se il cliente in fase di richiesta di conteggi estintivi non ha specificato che si trattava di "richiesta per surroga", poiché chi richiede il conteggio estintivo è per chiudere il mutuo.
Per questo quando identificata la reale motivazione della richiesta di estinzione abbiamo poi avuto necessità di parlare direttamente con il notaio.  
Correttamente, per la legge della privacy, gli operatori del nostro numero verde non hanno fornito informazioni relative al cliente, ma al notaio che chiama e precisa il nome del cliente e la motivazione di richiesta surroga, viene fornito un numero telefonico dedicato al Centro Relazione con il Cliente, della sede di Milano, per la gestione e il perfezionamento delle richieste


Scritto da: twentyone

Quale ex direttore di grosse Filiali (con media di  compagine lavorativa di circa 50 risorse) credo di  potere rispondere a pieno titolo alla domanda.
Mi  stupisce, però, che nessuno degli analisti e degli  osservatori delle attività creditizie italiane non  faccia le sue valutazioni del fenomeno, certamente  grave e dirompente. Eppure è molto semplice.

 L'avere ridotto l'esercizio del credito ad una  mera attività mercantile abbandonata alle leggi ed  ai rischi (in tutti i sensi) del mercato non  poteva che portare al disastro che si è appena  delineato e che nei prossimi giorni potrebbe  condurre il paese e l'intera economia ad un  default colossale. Liberalizzare il sistema  bancario, favorire le aggregazioni e la nascita di  colossi è stato un errore gravissimo ed un atto di  totale incopetenza e di incoscienza da parte del  Governo (Amato) e di Bankitalia (Ciampi).

Le  banche sono finite nelle mani di speculatori che  hanno perseguito due precisi obbiettivi:
1)  procurarsi e far procurare ai propri amici  disponibilità finanziarie incontrollate ed  incontrollabili per operare tranquillamente su  tutto il fronte della speculazione;
2) far soldi  in maniera apparentemente legittima e trasparente  con i giochetti di borsa e con lievitazioni del  titolo e dei dividendi sempre più appetibili, ma  mai giustificati da serie motivazioni di reale  espansione aziendale. I bilanci delle banche  italiane sono veri e propri classici del giallo!  In tale contesto non poteva non soffrirne ed  entrare in crisi la stessa struttura aziendale.

Le  continue concentrazioni di istituti, spesso assai   diversi per storia e tipologia di mercato, hanno  creato non poche difficoltà al personale delle  Filiali e, poichè le uniche regole che i capi  conoscono sono quelle dell'immagine e dei costi  (che riguardano gli altri), quasi sempre le  integrazioni sono state del tutto improvvisate e  gestite dagli yes man di turno che occultavano  (magistralmente, per la verità) tutti i problemi e  cancellavano tutte le perdite ingenti "derivate".  
In una fase di integrazione, è del tutto  intuitivo, che il numero dei conti possa venirsi a  contrarre per effetto di coerenti politiche di  razionalizzazione! Nello stesso tempo, sempre per  obbedire alla regola di limitare i costi, ma anche  per avere un maggiore controllo delle strutture  aziendali, l'esperto di turno ha avviato un  processo di industrializzazione delle procedure di  lavoro con lo scopo di creare delle vere e proprie  catene di montaggio e, quindi, di aprire un futuro  fatto di robot e di call center.

Le filiali delle  banche che vedremo tra qualche anno saranno fatte  di solo sportelli bancomat e se un cliente ha un  problema, una lamentale una richiesta di  chiarimenti od un consilio da chiedere, bene, deve  solo fare un numero verde ed un sistema avanzato  di opzioni da seguire con i tasti del telefono lo  condurra alla meta.
Se questa non venisse  raggiunta o non dovesse risultare soddisfacente,  il cliente dovrà ricomporre il telefono e  ricominciare ponendosi l'obiettivo di parlare con  uno degli addetti. Quando ciò avverrà  l'interlocutore del cliente non sarà un  funzionario di adeguata capacità od esperienza, ma  un semplice precario il quale, con un brevissimo  corso tenuto dal consulente di turno, sarà stato  edotto su risposte standard relative ai casi  ritenuti più frequenti.

Sul fronte dei servizi,  oggi chiamati giustamente prodotti (perchè si  vendono e poi il cliente si rivede alla scadenza),  l'opera di standardizzazione è in crescita  vertiginosa. Ciò consente ai padroni di mettere in  vendita delle cose obbrobriose (in barba alle  leggi di trasparenza di conflitto di interessi ed,  in sostanza, di correttezza) che distruggono i  risparmi dei clienti o li massacrano di interessi  galoppanti e costi impropri che, spesso, non  trovano alcuna vera giustificazione.  

Tutto questo ha portato ad un totale appiattimento   del personale delle banche al ruolo di venditori  eliminando ogni funzione discredionale e di  direzione ai livelli intermedi. E' come un  esercito dove ci sono solo le truppe ed il  generale. Niente sottufficiali ed ufficiali. Solo  il duce, dominus incontrastato e con pieni poteri!  
E se il condottiero sbaglia una manovra e cade nel  trabocchetto dell'avversario o nelle spire del  mercato....l'intera armata perisce con lui!  Mi spiace ho scritto un postissimo, ma è troppo  tempo che attendo che qualcuno dica la verità su  questi colossi dai piedi di argilla!


Risposta: Grazie per il suo 'postissimo'. Solo per informazione, ci eravamo occupati del problema delle filiali in una inchiesta apparsa sul nostro mensile 'Banking', che riprenderà a breve le pubblicazioni in una nuova veste.
Ma sono d'accordo con lei, il problema è stato solo sfiorato. Lei pone una serie importante di questioni, che mi auguro meriteranno altri post e sicuramente meriteranno altri nostri approfondimenti.
Ma in questo momento, e solo per amore di polemica, mi (le) chiedo: non sono state anche le resistenze (corporative, sindacalizzate, fancazziste, sì, fancazziste) dei direttori e dei lavoratori di filiale di fronte a cambiamenti ineluttabili (vedi ad esempio l'utilizzo delle nuove tecnologie) a determinare alcuni dei problemi che oggi lamentiamo? Oltre, è ovvio agli errori dei cosiddetti condottieri...



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