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Pubblicato: il 4 febbraio, 2008

Chiedo scusa se non sono riuscita ad oggi a rispondere a tutti, tantissimi amici di questo Blog M@C-Mutui@Confronto, che mi pongono quesiti. Premetto che questo è un Blog di servizio, dove tutti possono postare e rispondersi e aiutarsi a vicenda. Per questo, ad esempio, a mela24 che mi chiede di aiutarla a fare qualche conto su quanto costava il mutuo nel gennaio 2003, quando lo ha sottoscritto lei, ed oggi, a tasso variabile, ho deciso di rispondere con questo mio Post. Chiunque poi voglia dire la sua è pregato di farlo.

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Mela24 ha sottoscritto un mutuo per 100 mila euro il 31 gennaio di 5 anni fa. Un variabile. Pagava una rata iniziale di 771 euro oggi salita a 851 euro. Che fare? Ridiscuterlo? Attendere che, dopo le vigorose sforbiciate ai tassi USA voluti dalla FED, arrivi un calo dei tassi anche da noi? Chiedere almeno la riduzione dello spread? Passare al fisso?

Leggevo l'altro ieri su La Repubblica: Mutui troppo cari, case troppo care, banche con il braccino tirato, i giovani rimangono senza casa. Eppure i mutui oggi, in effetti, sono meno cari se si fa riferimento non al tasso, ma allo spread applicato e alle spese, che molte banche hanno ridotto. Lo spread è quella maggiorazione percentuale che banche e finanziarie applicano ai crediti, mutui compresi. Mela24 mi chiede di dare qualche cifra di riferimento non solo ai tassi, ma agli spread. E di indicare i tassi medi per i variabile e per il fisso nel corso di 5 anni (dal 31 gennaio 2003 ad oggi). Proviamoci (guarda i numeri in fondo alla pagina)

Che commenti fare? Prima di tutto, che se Mela24 avesse sottoscritto un mutuo a tasso fisso nel 2003, invece che il variabile, oggi pagherebbe ancora una rata più alta di quasi 60 euro rispetto alla rata attuale. Questo perchè i mutui a tasso fisso sono in Italia i più cari in assoluto, in Europa come nel resto del mondo. A sostenerlo sono stati due Governatori della Banca d'Italia, Fazio prima e oggi Draghi. Senza tema di smentita. Secondo commento: la rata mensile del variabile oggi è in media del 4,45% superiore a quella pagata 5 anni fa. Ma, attenzione, solo se si riesce a fare scendere anche lo spread applicato, cosa non sempre facile, come mi raccontano molti di voi. Infatti, Mela24 non paga al mese 805,46 euro, come da tabella, ma 851 euro, 45 euro in più con un tasso di 6,13% che è superiore alla media del tasso fisso odierna.

A questo punto la domanda è, cosa fare? Prima di tutto, rinegoziare lo spread è ragionevole. Alcune banche "più buone" lo stanno proponendo ai propri clienti con cortesi telefonate. Sembra poca cosa, ma visto come si sono comportate le banche nel recente passato, è già un atto di "buona" volontà. Cambiare da variabile a fisso, può convenire solo se si ottiene un tasso ottimale intorno al 5,9% e con spese azzerate, anche per la nuova stipula. Anche qui qualche banca "buona" lo propone e quindi è meglio pensarci su. Tra l'altro può essere una buona occasione per fare rivalutare la casa e chiedere più denaro magari per acquistare un box, rifare l'arredamento, gli infissi o approfittare anche delle nuove tecnologie che permettono di risparmiare su energia e riscaldamento. Il denaro, in definitiva, è "buono" solo se serve a vivere meglio. E con questo augurio, apro a suggerimenti e casi concreti che spero vorrete sottoporre a tutti noi.

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Commenti (2)
Scritto da: emilio jazzetti

In materia di mutui per la casa come di ogni altra forma di finanziamento a lungo termine, mi sembra sia veramente molto difficile indovinare la formula giusta. Parecchi economisti finanziari della seconda metà del millennio passato sostenevano che la “rata costante†(generata dal piano di ammortamento mutuo con metodo “franceseâ€) forniva una certa tranquillità poiché consentiva di fare conti a bocce ferme sperando poi in progressioni di carriera ed aumenti di stipendi e/o riduzioni delle spese.
Ma è altrettanto vero che gli alterni momenti dell’andamento del mercato dei capitali e delle crisi nazionali determinavano momenti di assoluto squilibrio delle finanze familiari.
Ancor più è peggiorata la situazione con l’allargamento dei mercati e gli allargamenti del commercio mondiale, situazione che ha portato conseguenze positive ma anche negative (vedi le conseguenze della caduta di un mercato e gli effetti conseguenti). L’introduzione del sistema di “tassi variabili†ha solo parzialmente migliorato tale situazione.

Ritengo, infatti, che nel lungo periodo il problema sia irrisolvibile. Forse, però, una via d’uscita potrebbe esserci utilizzando una formula mista: durata-rata-tasso cioè un tipo di mutuo costruito su rata fissa con tasso variabile e durata variabile.
Con un tale meccanismo si verificherebbe che ad ogni variazione del tasso base di riferimento (che dovrebbe essere rilevato semestralmente e dovrebbe essere medio di periodo) consegue una variazione della durata del mutuo poiché la variazione si scarica appunto sulla durata e non sulla rata.

Ovviamente l’aumento del tasso fa allungare la durata e la diminuzione la fa accorciare. Inoltre come, in tale ipotesi, è/sarebbe variabile il tasso così dovrebbe essere variabile anche lo spread che segue il costo del denaro ed è determinato anche dall’andamento della liquidità bancaria.
I calcoli per la gestione di un simile “prodotto mutuo†non sono certamente agevoli, ricordiamoci, però, che siamo nell’era dei computer che sono in grado di gestire calcoli astronomici e che, fatta la dovuta programmazione, forniscono i risultati in poco tempo e con costi tendenti a zero. Purtroppo la mia, forse, è utopia perché dimentico (o non voglio considerare) che le banche ed ancor più le finanziarie traggono dai mutui interessanti profitti, utili.
È vero che sono aumentati i costi ... ma i ricavi ...


Scritto da: Morlor

Ciao, è passato un bel pò dalla prima volta in cui ho scritto e manifestavo i miei problemi con il mutuo e la durata dello stesso che era aumentata. Da un mese circa il mio mutuo non ha più una durata variabile, ma, essendo stato rifatto con altra banca, un tasso fisso ed una durata di 15 anni. Ho dovuto sostenere dei costi, soprattutto notarili perchè la famosa portabilità è più una chimera che altro (ABI e banche la rimbalzano con la scusa della regolamentazione interna che non è ancora pronta ecc), ma va bene così!

Oggi pago il 30% in più di rata, ma almeno so che fra 15 anni potrò dire <> al peso del mutuo e non devo attendere 28-30 anni come si prospettavano a seguito dei continui rialzi dei tassi di sconto e dell'euribor di riferimento. Il mutuo ha adesso un tasso di 5,44 (non male, se comparato con quello variabile che era arrivato al 6,10). Non credete a quanti affermano che la portabilità e la surroga sono oramai cose fatte.

In tv lo dicono ai quattro venti, ma nella realtà ricordate che c'è da affrontare lo scoglio duro delle banche. Ciao



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