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Pubblicato: il 23 maggio, 2008

Abi (Associazione bancaria italiana), grazie al Ministro Tremonti, ha lanciato sul mercato un nuovo mutuo. Il Mutuo Creativo. È un po' complicato da calcolare e non è nemmeno molto vantaggioso. Ci sono proposte migliori, ha precisato Giovanni Bazoli di Intesa Sanpaolo. E molti operatori da me ascoltati in queste ultime ore sostengono la stessa tesi.

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L'unica differenza tra le varie offerte oggi disponibili e il Mutuo Creativo della convenzione Abi-Tremonti è il calcolo del debito aggiuntivo che è fatto sui tassi del 2006. E già mi chiedo: e perché non del 2005 visto che l'aumento si è verificato proprio a partire da quella data?

Il Mutuo Creativo è un prestito ipotecario che mette in freezer la rata, ma non dimentica il debito. Anzi. In questo caso, da un solo mutuo se ne creano due: il primo si estingue nel periodo di ammortamento previsto, il secondo alla fine del primo periodo di ammortamento creando un successivo percorso di debito da rimborsare. La creatività sta nel fatto che questo mutuo supera in un balzo il problema notaio. Perché fino al Mutuo Creativo di Abi-Tremonti, il periodo di rimborso non poteva essere allungato oltre i 20 anni, a meno di non rifare l'ipoteca sul mutuo stesso. E se ci sono banche che il notaio per la nuova ipoteca te lo rimborsano, e altre che te lo propongono a prezzi calmierati, in moltissimi altri casi il notaio gioca al rialzo e si fa pagare salato un lavoretto da niente. Con conseguente aggravamento dei costi, che sono un problema serio quando una famiglia non riesce a pagare una rata.

Ma vediamo come funziona il nuovo Mutuo Creativo: la banca verifica il debito residuo, interessi e capitale, del mutuo in essere a tasso variabile e ricalcola il tutto con un tasso fisso sulla base dell'Irs annuale 2006. Per la stessa durata del mutuo originario. Periodicamente la banca accantona in un "conto di finanziamento accessorio" la differenza tra la nuova rata fissa e quella variabile che si sarebbe dovuta pagare ai tassi correnti.

Come vedete il debito comunque rimane, in un conto separato che comunque non sparisce. Anzi. A questo debito viene applicato il tasso Irs (che oggi è solo di poco inferiore al tasso Euribor a tre mesi) maggiorato di uno spread dello 0,5%. Se i tassi di interesse scendono a sufficienza da estinguere "il conto di finanziamento accessorio", il cliente si rimetterà sul vecchio binario del tasso variabile fino a pagamento totale del mutuo. Se invece alla fine dei conti l'aumento dei tassi o l'eventuale diminuzione non compenserà il vantaggio che ha avuto, restituirà alla banca la differenza secondo rate fisse dello stesso importo di quelle che ha appena terminato di pagare. Si capisce così che se ci sarà un andamento al rialzo, il secondo mutuo lo pagheranno i figli.

Rimandare i propri debiti al futuro non è quasi mai una bella idea. Se poi il futuro è una data indistinta e anche il debito finale da rimborsare non è ben chiaro, allora le cose si fanno serie. Quindi l'idea di allungare il periodo di ammortamento proposto dalla convenzione Governo Berlusconi-ABI non solo non è un miracolo, fin qui sono d'accordo con il Ministro Tremonti, ma soprattutto è un freno alla già difficile gestione della famosa portabilità del mutuo e della tanto agognata concorrenza tra le banche e le finanziarie per portare vantaggi al cliente.

Perché allungare un debito quando è possibile trovare un mutuo con spread più vantaggioso? Perché creare di fatto un secondo mutuo in aggiunta al primo, quando è possibile rinegoziare un mutuo con tasso variabile e un Cap o tetto proprio per evitare che il debito non termini mai. In altre parole, perché non far prendere qualche rischio anche alla banca?

E perché infine questa soluzione affrettata quando ricordo che le previsioni fatte dai centri studi delle prime banche europee sostengono che l'Euribor dovrebbe scendere dopo giugno al valore proposto dalla BCE cioé il 4%?

Il Mutuo Creativo è un topolino partorito da un elefante, che ha bisogno di rompere un bel po' di cristalleria per far sparire la concorrenza soprattutto con le banche low cost che si stanno muovendo bene con la surroga e il consolidamento dei debiti.

In Europa, i Governi fanno solo i Governi cioé suggeriscono, diminuiscono le tasse, non creano anche nuovi prodotti. Quello lo lasciano fare alle banche. Zapatero in Spagna, ha suggerito che tutti, anche chi il mutuo riesce a pagarlo, possano rinegoziarlo allungando la rata senza spese di nessun genere (nemmeno notarili). In Francia, Sarkozy ha adottato la moratoria, cioé la possibilità di saltare alcune rate in caso di necessità. Una cosa che avrebbe dovuto fare il Governo Italiano ed era prevista in Finanziaria 2008: cioé potere sospendere per alcuni mesi il pagamento della rata senza incorrere nella mora e nel pignoramento (oggi più rapido di un anno fa grazie alla nuova struttura Abi in convenzione con i tribunali).

Ma c'è un altro problema, e forse ancora più serio, dei complessi meccanismi studiati per il Mutuo Creativo. È lo stesso problema con cui si è scontrato, perdendo, il predecente Governo. Un problema che si chiama: filiale. Già ieri, subito dopo l'annuncio, mi sono arrivate alcune mail. Leggete un po'. "Ho stipulato un mutuo in data 29 dicembre 2005 di euro 167.000 euro, di cui la prima rata iniziale era di 840 euro" scrive Pietro,"oggi la rata è di 1.134 euro, quindi sono già in arretrato di sei rate perché non riesco più a pagare. Ho una moglie e due figli e non so più cosa devo fare, non posso vendere perché il valore di vendita non copre il debito e la banca non mi aiuta".

"Sono andata subito alla mia banca dopo avere letto della convenzione del Governo", scrive Marghe. "Ma purtroppo il mio mutuo é cartolarizzato e mi hanno detto che devo chiuderlo e aprirne un altro, magari a tasso fisso".

Se la banca non aiuta, e se addirittura il funzionario dichiara il falso dicendo che il mutuo cartolarizzato deve essere estinto, cosa si può fare? Eppure sul mutuo cartolarizzato é intervenuto anche il Governatore della Banca d'Italia, ma i direttori di banca fanno orecchie da mercante.

O le banche sono un mondo schizofrenico dove l'amministratore delegato va ai convegni a parlare di finanza etica e il funzionario di banca manda a mani vuote un padre di famiglia oppure le filiali sono oggi dei feudi a sé stanti, che al grido "ognuno per sé" fanno quello che vogliono in barba anche alle convenzioni Abi-Governo.

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Commenti (8)
Scritto da: Roberto

Credo proprio che vi ricorderete di me: sono Roberto quello del famosissimo "Sonni Tranquilli" di Banca Intesa. Vi seguo sempre nel blog. Beh questo prodotto di mutuo (proposto dalla convenzione Abi-Tremonti n.d.r.), assomiglia alle caratteristiche dei 6000 sfigati che contrarrono dal 2003 ad oggi il mutuo sonni tranquilli (vedi Mi manda rai tre del 28 febbraio 2007 ). Grazie all' aiuto della dottoressa Tedeschi, insieme abbiamo condiviso il modo e la comunicazione per tutti coloro che ne sono usciti (spero) tutti.

Quante promesse allo sportello, direttori vice responsabili retail: ma cosa gli importa di noi giovani pronti al sacrificio del risparmio per vivere dignitosamente nel proprio nido, lasciando ai propri figli una stabilità economica, di fronte ad un futuro senza lavoro?

Vorrei salutare Luca ed Alessandro, coloro che hanno portato con me il problema in trasmissione, permettendoci di agire di conseguenza. Molto dispiaciuto per come è andata a Luca il primo in Italia ad aver chiuso il mutuo "Sonni Tranquilli", io il secondo meglio di lui, ad Alessandro la caparbietà di essere andato in tutte le stanze dei bottoni portando un buon risultato a casa.

Spero che tutti i dubbi del nuovo vi siano chiari (rata costante tasso variabile, per quanti anni ed con quali tassi di mora ulteriori non fidatevi, se potete tasso fissooooooo per sapere l esattezza della fine.)

Un abbraccio a tutti augurandovi...sonni tranquilli!
by by roberto


Scritto da: Cannedcat

Volevo segnalare una anomalia, grave, di una banca che voi chiamate "buona" perché low-cost (forse). Il customer care di Barclays per i mutui è raggiungibile solo con un numero 899 e gli operatori del numero verde della stessa banca non hanno altra istruzione su come far parlare il cliente Barclays con la banca. Siccome sono cliente sia di Infostrada che di Fastweb, che adottano questa politica di protezione del loro cliente da truffe, non sono in grado di contattare la Barclays, a meno di non farlo da un telefono pubblico o da un cellulare, con tutti i fastidi ed i costi del caso. Molte aziende bloccano i numeri 899 per cui anche una persona che volesse chiamare dall'ufficio ne sarebbe impedita. Mi sembra assurdo che una banca debba fare un affaruccio sulle telefonate dei suoi clienti quando, per altro, è impossibile avere supporto dalle filiali sul territorio che hanno istruzioni di invitare il cliente Barclays a contattare il custode care via telefono. Inolte, a seguito di numerose truffe fatte con i numeri a pagamento 899, alcuni operatori hanno disabilitato questa funzione oppure impongono che il loro cliente chieda espressamente l'attivazione dei numeri a pagamento. Leggi anche qui http://www.agcom.it/comunicati/cs_190208.htm


Scritto da: G.M.

La banca dove ho contratto mutuo (tristemente famoso "sonni tranquilli") mi costringe ad avere un conto corrente a pagamento negandomi di trasferire la semplice rid sulla mia banca dove intrattengo quotidiani rapporti. Mi chiedo e le chiedo: quanto è legale questo? S'immagini parlare a questa banca (Cariparma) di portabilità... Fantascienza!


Scritto da: anonimo

Ho stipulato un mutuo ipotecario con Banca per la Casa Gruppo Unicredit nel 2005, dopo due anni dalla mia richiesta mi hanno concesso un mutuo inpdap molto vantaggioso solo con una surroga ho richiesto informazione al 800264264 e da lì mi hanno inviato un modello da inviare via fax per richiedere i conteggi per l'estinzione al 16/06/2008 con surroga ho fatto il fax al quale ho allegato una mia lettera chiedendo informazione urgenti se la banca intervenga al rogito cosa fondamentale per il mio notaio. Loro non mi hanno risposto in tutte le agenzie dell'Unicredit a Roma non c'è nessuno che sappia con certezza e trasparenza quello che succederà nessuno mi ha dato alcuna risposta il tempo passa ed il giorno del rogito si avvicina è possibile che non esista nessun funzionario di banca per la casa capace di darmi informazioni sicure scritte con eventuale conferma da parte della banca di assistenza per il giorno del rogito ?????????????


Scritto da: Ivano71

Mi sembrava strano che il Berluska pensasse a noi umili invece dei suoi amici... La storia d'altra parte si ripete sempre.


Scritto da: sandra80

Il mio quotidiano, "La Stampa" mi ha lasciato l'amaro in bocca. In un articolo, dopo avere spiegato, come fa anche la dottoressa Tedeschi, che questo mutuo costa di più, perchè alla fine il montante sarà superiore eccetera eccetera, sapete cosa scrive. leggete un po': " Va riconosciuto però che la nuova misura voluta da Tremonti è una soluzione semplice che fa risparmiare all'inizio e offre una boccata di ossigeno immediata a molte famiglie. Inoltre ha il grande vantaggio che elimina le estenuanti contrattazioni con la banca per arrivare a condizioni migliori: in tutti gli istituti che aderiranno alla convenzione messa a punto dall'Abi, qualunque cliente abbia i diritti soggettivi previsti dal provvedimento (mutuo prima casa a tasso variabile stipulato prima del 1° gennaio 2007) potrà ottenere la rinegoziazione del proprio mutuo. Basterà fare la richiesta e le banche, che di solito sono restie a offrire condizioni migliori a chi fa fatica con la rata, dovranno accettare". Sono senza parole...

Risposta di: F. Tedeschi

Non si meravigli, cara Sandra, in questi ultimi giorni sto raccogliendo un fiorilegio di "il mutuo della convenzione ABI-Governo è carissimo, però ...che magnifica occasione per le famiglie!", oppure "non è proprio vantaggioso conti alla mano, però...che genio di Ministro!" nei principali quotidiani e anche commenti di autorevoli colleghi che mi lasciano perplessa (le banche avrebbero fatto un regalo ai clienti!). Non dimentichiamo che gli stessi colleghi, quando i tassi erano bassi, ed era quindi il tempo di richiedere il fisso spingevano per il variabile, ovvero quella scelta fatale che ha portato oggi alla crisi (e purtroppo in molti casi anche alla disperazione) di moltissime famiglie.


Scritto da: giovannifalcone

BANCA & TERRITORIO, SOFFERENZE & CRIMINALITA'
La stampa specializzata del recente periodo ha riferito che una delle concause principali degli eccessivi costi del sistema bancario nel nostro Paese, superiore al 100% della media europea, è caratterizzato da costi immateriali connessi alla sicurezza (rapine, criminalità e fattori ambientali).
Ancora più recentemente, sulla base di analoga inchiesta effettuata dalla Banca dati dell'Experian International sul grado d'insolvenza del credito al consumo, ha evidenziato che le Regioni meridionali (Campania, Calabria e Sicilia) sono quelle a maggior rischio sofferenza. Infatti, è risultato che, a fronte di un tasso d'insolvenza medio nazionale del 10%, il credito al consumo per esigenze personali (acquisto computer, cambio dell'autovettura, vacanze etc.) nel Mezzogiorno d'Italia è risultato superato di oltre il 50%.

A fronte di questo doppio ed analogo risultato dobbiamo convenire, sia pure dopo qualche iniziale stupore, che forse l'analisi rispecchia una sostanziale verità. Quando diciamo che la criminalità organizzata controlla larghe fasce di territorio del nostro Mezzogiorno dobbiamo evidentemente intendere anche la organizzazione del credito. In altri termini, sembra comprendere che in queste Regioni meridionali viene accordato il credito al consumo con maggiori facilità e pur in assenza di garanzie personali o patrimoniali. Trattasi di aperture di credito destinate ad aumentare le sofferenze che, inevitabilmente, andranno ad appesantire il conto economico dell'impresa bancaria, riflettendosi in egual misura sul costo del denaroâ sopportato dalla intera società civile. Si dirˆ, sono i danni da sistema!!!

Un sistema criminale che affligge non solo l'economia in genere attraverso la estorsione sistematica della classe imprenditoriale operante sul territorio ma anche, come era intuibile, il mercato creditizio. In questo quadro possiamo parlare di un sistema di collusione o di un mercato sotto minaccia criminale? Quali accorgimenti si potranno adottare?
Potrà essere sufficiente aumentare il livello delle "garanzie" soprattutto in presenza di richiesta di credito al consumo per esigenze di natura voluttuaria come la esigenza di vacanze, cambio autovettura etc.?
Diversamente, continuando di questo passo come comune cittadino mi sembrerà di finanziare vacanze a costo zero alla criminalità organizzata. Al danno, la beffa!!!

www.giovannifalcone.it
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