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spacer Stop ai tassi. Con la crisi dei mercati finanziari, niente aumenti del costo del denaro

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Pubblicato: il 21 agosto, 2007

Se siete riusciti a isolarvi in un luogo dove non si è raggiunti da nessuna comunicazione analogica o digitale (ma ce ne sono ancora? fatemelo sapere), o se avete letto solo il Corriere della Sera, probabilmente siete all’oscuro di tutto quanto di drammaticamente eccezionale è successo in questa mezza estate d’agosto. Infatti per il grande quotidiano che fu diretto da Luigi Albertini si è trattato solo di uno "utile scompiglio". Ma per Ben Bernanke, il compassato responsabile della Federal Reserve, questi avvenimenti sono addirittura "catastrofici".

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Cosa è successo? Per tamponare la crisi fatta partire dal crollo dei mutui americani, proprio le banche centrali sono state le protagoniste di interventi massicci di liquidità (una cifra mai vista prima, mai nemmeno pensabile, difficile perfino a trascrivere, oltre 300 miliardi di euro, ad oggi) per sostenere il credito nella crisi finanziaria che ha colpito l’intero pianeta dallo scorso 9 agosto: significa che hanno prestato, a tassi di interesse più vantaggiosi dei nostri mutui, alle banche e alle finanziarie il denaro sufficiente per far fronte a una massiccia richiesta di rientri da parte degli investitori.

Si parla quindi di tassi, che è il tema che interessa tutti noi con un mutuo in essere o un mutuo da chiedere. Da qui tre domande a cui cerco di dare una prima risposta a caldo (la crisi non è affatto chiusa e superata). Prima domanda: i tassi a questo punto saliranno ancora o piuttosto diminuiranno? Seconda domanda: il prezzo delle abitazioni crollerà o al contrario crescerà? Terza e ultima domanda (posta ancora una volta da un sottoscrittore del mutuo "Sonni Tranquilli" di Intesa Sanpaolo a questo blog): conviene ridiscutere il mutuo a tasso variabile, anche se con rata fissa, per strappare un contratto a tasso fisso?

Prima risposta: sono molti gli operatori che ritengono che in Europa la BCE non aumenterà il tasso di sconto da 4 a 4,25% come era previsto per il prossimo settembre. Secondo gli analisti, la situazione finanziaria rende improbabile un rialzo dei tassi al 4,25% da parte della BCE. "Le circostanze sono cambiate in modo drammatico da quando il Consiglio direttivo ha usato l'espressione 'forte vigilanza' il 3 agosto scorso", scrive l'economista di Barclays Capital, Julian Callow, in una nota ai clienti. "Restiamo quindi in attesa di un rinvio dell'incremento del tasso di rifinanziamento da parte della Banca Centrale Europea fino a quando il sistema finanziario funzionerà in maniera più blanda". In una nota della Reuters di oggi si legge che anche Deutsche Bank, JP Morgan e Commerzbank hanno abbandonato le proprie previsioni per un rialzo del tasso al 4,25% in occasione della riunione del 6 settembre prossimo del Consiglio direttivo.

La permanenza del tasso attuale al livello del 4% potrebbe terminare solo nel 2008. O che almeno sia quasi certo che dopo quell'aumento già annunciato non ce ne saranno altri a breve. L'economista francese Nicolas Bouzou ha ammesso che se la BCE aumenterà i tassi il prossimo settembre "potrebbe indebolire" ancora di più la situazione economica europea con conseguente sofferenza sui crediti verso le imprese e un conseguente ristagno della domanda e dei consumi.

La Banca Centrale Europea, d'altra parte, ha prestato finora 250 miliardi di euro a breve (fino a tre mesi) a un tasso del 4% che è quello ufficiale, mentre se avete notato, il tasso applicato ai nostri mutui si basa su un Euribor a tre mesi che è già superiore di oltre mezzo punto (oggi è a quota 4,64%). La Federal Reserve, che di miliardi di dollari ne ha immessi 100, ha addirittura diminuito di mezzo punto il tasso applicato alle banche (da 6,25 a 5,75%, ma il tasso reale applicato è del 5,25%) e si sta discutendo di una possibile diminuzione anche per i mutui, per aiutare proprio quelle famiglie che non riescono più a far fronte ai propri impegni.

Anche da noi la situazione di sofferenza delle famiglie per la casa è aumentata con, ad esempio, oltre il doppio delle abitazioni pignorate per insolvenza solo a Milano nel primo semestre 2007, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. D'altra parte la perdita più forte sul mercato azionario americano l'ha registrata Wal-Mart, la prima catena di supermercati, il cui amministratore delegato ha dichiarato che "le famiglie non arrivano a fine mese". Un po' come sta accadendo anche da noi. Tiriamo il fiato: a chi ha un mutuo a tasso variabile forse l'autunno porterà un po' di tregua.

Seconda risposta: ci sono buone notizie per il mondo immobiliare. Il fatto che la nuova crisi dei mercati finanziari accrescerà la sfiducia nel cosiddetto risparmio gestito (fondi, hedge e così via) e riporterà gli investitori a puntare di nuovo sul più tranquillo investimento in case. Il prezzo delle abitazioni, dicono gli esperti che ho avuto modo di ascoltare in questi ultimi giorni di vacanze, salirà recuperando il periodo di crescita rallentata del primo semestre di quest'anno: si parla di un recupero del 3-4% soprattutto per le nuove abitazioni e di una successiva crescita del 2% nel 2008. Ad ammetterlo per il mercato francese, che è molto simile al nostro, è Renè Pallincourt, presidente del Fnaim, la Federazione nazionale francese dell'immobiliare.

Mentre Julian Callow, economista per l'area Euro di Barclays Capital, fa notare che il recente aumento dei tassi voluti dalla BCE aveva reso molto debole il mercato dell'immobiliare soprattutto in Spagna, in Irlanda e da noi, dove la media dei prezzi quest'anno è stata solo del 4,3% (identica alla media della zona Euro) dopo aumenti molto più consistenti negli anni scorsi in tempo di tassi bassi (10,2% nel 2003, del 10,4% nel 2004, dell'8,1% nel 2005 e del 6,7% nel 2006). Una indagine della Barclays Capital, inoltre, rileva che il mercato dei mutui si è molto deteriorato in Europa con una frenata del mercato immobiliare e quindi dell'economia. Da noi già a fine luglio si emettevano comunicati (Tecnocasa) che stimavano nel 4% circa la crescita dei prezzi delle case al mare e in montagna, segno che il mattone come bene rifugio è e rimane al primo posto soprattutto quando tira tempesta nel mondo della finanza di carta. Bene quindi per chi la casa già la possiede, e magari la può usare oggi per creare un po' di liquidità.

Non a caso proprio prima delle vacanze sono stati lanciati nuovi prodotti "mutuo cash" cioè un prestito garantito da ipoteca. Con tassi ovviamente più vantaggiosi rispetto a prestiti non garantiti da un immobile. Meno bene per chi la casa la deve acquistare, ovviamente: i prezzi sono elevati e quindi elevato deve essere il prestito. Sul mercato ci sono sempre più offerte al 100% e per periodi lunghissimi, anche a 40 e 50 anni, prestiti che costano, non dimentichiamolo, moltissimo, ma che rendono la rata del mutuo sostenibile.

Terza risposta: mi sento di rispondere ancora una volta sì a chi vuole ridiscutere un mutuo variabile in uno fisso, perchè oggi già dal primo agosto i tassi fissi a 20 anni sono diminuiti di 0,1% e diminuiranno ancora un po' a settembre. Euribor a sei mesi e Irs a 20 anni quasi si equivalgono. Ricordate che il notaio dovrebbe far pagare molto meno quando si ridisucute un mutuo e chiedete sempre più di un preventivo, fate bene i conti, magari chiedete anche qui. L'autunno con tassi stabili o (forse) in diminuzione sarà il periodo ideale per ridiscutere il mutuo, cogliendo le diverse opportunità di un mercato che, almeno nelle intenzioni degli operatori, molti dei quali hanno già ridotto lo spread applicato anche ai mutui a tasso fisso, dovrebbe diventare davvero molto più competitivo.

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Commenti (10)
Scritto da: Dott. Emilio Jazzetti

"È facile dire stop ai tassi quando non si conosce o non si vuole prendere atto del meccanismo relativo all'andamento dei tassi dei mutui correlati al costo della raccolta dei fondi necessari per l'erogazione dei finanziamenti. Tali costi non sono solo fatti dal tasso di remunerazione delle obbligazioni che vengono immesse sul mercato e, quindi, acquistate da risparmiatori ma anche dalla copertura del rischio di mancato pagamento delle rate e di tutti quegli altri costi di amministrazione, personale ecc., che devono essere sostenuti dalla banca finanziatrice. Questa non vuole essere una lancia spezzata in favore delle banche ma solo una prima superficiale considerazione da rendere a lettori, come me, non certo "professori e/o luminari di economia".
emilio.jazzetti@m4b.it

Risponde Francesca Tedeschi: Non mi riferivo nel mio blog ai tassi intesi come indice sintetico di costo che comprende anche gli spread che le banche applicano per ritornare da spese e costi, una maggiorazione che rende i mutui nostrani i più cari dell'area Euro come ha ricordato anche il Governatore della Banca d'Italia, ma al tasso di sconto applicato dalla Banca centrale europea. Il tasso al 4% inoltre, come ho fatto notare, è già superato di oltre mezzo punto nell'Euribor a tre mesi che è comunemente usato per calcolare l'ISC dei variabili, che oggi sono i mutui posseduti da quasi l'80% delle famiglie italiane, un rischio questo voluto dalle banche che lo hanno caldeggiato in tutti i modi (e anche questa mia osservazione non è contro le banche, loro devono fare utili e in questo modo forse ne fanno di più, perchè la rata, almeno inizialmente, sembrava più leggera).


Scritto da: AntonioF

"Salve a tutti, come tutti voi anch'io ho sottoscritto il famigerato mutuo che ha sconvolto i miei sonni, fino a quel momento tranquilli. Ho abbastanza confusione in testa sul da farsi. Un fatto è certo che si è trattato di pubblicità ingannevole. Anche a me, nella sede di CAG. è stato assicurato che al massimo per la variazione dei tassi, avrei pagato in più per 2 o 3 anni. Penso anch'io che faro' denuncia. Da questo momento seguirò tutti gli sviluppi di questo meritevole blog. Un saluto a tutti " AntonioF.
fosci.antonio@tiscali.it


Scritto da: paolo972 Paolo Braida

"Ma non fatemi ridere. Come si fa a dire che la recente crisi dei mercati finanziari determinerà uno spostamento di capitali dal mercato azionarioa quello immobiliare provocando una ripresa dell'ascesa dei prezzi delle case. La causa principale del tonfo delle borse è proprio la bolla pazzesca che si è verificata in questi ultimi anni nel settore immobiliare e l' unica via d' uscita a questa crisi è una forte correzione dei prezzidelle case come sta succedendo in America e, lo sapete benissimo, anche in Italia (nonostante i dati farlocchi che parlano di incrementi nell' ordine del 4%).
Ho diverse conoscenze nel settore e posso dirvi per certo che il mercato immobiliare italiano è in grande crisi da almeno 2 anni e di prezzi in ascesa non se ne parla neanche lontanamente (nella mia città - Udine- si parla di cali nell' ordine del 10-15%).
Naturalmente i miei sono dati reali che non coincidono con quelli ufficiali che sono creati ad arte solamente per invogliare gli sprovveduti ad acquistare casa trasmettendo loro l'illusione di un investimento sicuro ed immediatamente redditizio. Ma non illudetevi, la gente non è sprovveduta come voi credete, e non si lascia piu' abbindolare da slogan del tipo "il mattone rende sempre". Mettetevi l' anima in pace, il tracollo è vicino...
P.S.: avrei piacere che il mio commento venisse pubblicato o , in alternativa, di ricevere una vostra risposta con delle contro argomentazioni alla mia tesi ma non credo farete nessuna delle due cose...
Cordiali saluti
paolo.braida@adriacom.it

Risponde Francesca Tedeschi: La ringrazio per il suo commento e soprattutto per avermi riportato qualche informazione sull'economia reale, almeno per la sua città. E' vero che il mercato delle case è in crisi, ma non dappertutto. Autorevoli commentatori stimano possa riprendersi. A breve avremo anche un commento di Scenari Immobiliari che ci dirà di più. In attesa, se ha altre informazioni utili a questo blog non esiti a inviarle.


Scritto da: Macs

"Divertente, molto divertente. La liquidità è stata iniettata per aiutare le banche, non i consumatori. E, si sa, con tutta 'sta carta stampata in giro l'inflazione è destinata a salire. Lascio a voi le conclusioni. Inoltre solo un folle penserebbe di investire adesso nell'immobiliare, in quanto si è ai massimi in un mercato fermo da un anno e passa. Credo che i grossi investitori non siano così sciocchi..."
m.allegritti@email.it


Scritto da: Roberto Marsicano

Il 17 dicembre 1903 i fratelli Wilbur e Orville Wright a Kitty Hawk, North Carolina (USA) fecero volare un vero aereo e questo contro le temerarie affermazioni di grandi scienziati, compreso il grande Edison, che avevano sentenziato che il volo di un manufatto umano più pesante dell’aria era fisicamente impossibile.
Invece, due costruttori di biciclette dimostrarono che, se si abbandonano le vie solitamente seguite e ci si industria per risolvere un problema, non c’è traguardo che l’uomo non possa raggiungere.

Il loro Flyer, un insieme di metallo, legno, stoffa e di un piccolo motore a scoppio, non era complesso come un moderno Airbus o un Boeing, ma ne aveva le stesse necessità di comando e controllo ed, infatti, la chiave del successo dei fratelli Wright fu l’installazione di un sistema di manovra sui tre assi che comprendeva la possibilità di modificare il profilo delle ali per il bilanciamento laterale, un timone mobile verticale per il controllo della direzione ed uno orizzontale per la salita e la discesa.

Quello di cui dispongono oggi i banchieri centrali per gestire la complessa macchina della finanza è qualcosa di simile, e forse anche di molto più rudimentale, del sistema usato dai fratelli Wright per pilotare un aeroplanino di legno e tela quando, invece, per gestire una macchina composta di milioni di parti che operano sui mercati finanziari mondiali, ci sarebbe bisogno di un sistema di previsioni, di comando e di controllo molto più complesso, molto più sofisticato e perciò molto simile a quello che serve a gestire tutto il traffico aereo che insiste 24 ore su 24 sopra l’intero pianeta Terra.

Di fronte all’attuale crisi immobiliare, ampiamente prevista dagli economisti seri (vedi Robert J. Shiller “The New Financial Order†,2003), ovvero non quelli che passano le giornate a mendicare un passaggio da Vespa e da Mentana, i banchieri centrali, coadiuvati dal loro codazzo di funzionari lautamente retribuiti, hanno mostrato al mondo di non avere altri strumenti di gestione che un’arcaica manovra sui tassi che ha effetti devastanti sia che venga utilizzata per frenare la liquidità sia che venga usata per dare denari ad un mercato asfittico e poco liquido.

La ragione è che manovrare solo i tassi è un modo rozzo e brutale di gestire la finanza in quanto gli effetti si spandono in maniera indifferenziata su tutti gli operatori con le conseguenze non volute (?) che vediamo in questi giorni.
L’idiozia della FED di aumentare i tassi USA ha fatto lievitare le rate dei mutui e dei prestiti in un paese super indebitato e questo ha provocato l’ondata di default ingenerata anche dal vizietto di banchieri molto golosi di dare credito facile e senza controllo anche a cani e porci, cioè anche a chi non aveva merito creditizio.
In parole povere, per bloccare il credito facile Greenspan, Bernake (ed il loro imitatore Trichet) hanno pensato bene di alzare i tassi, che è come dire che per evitare che dei vecchi volponi (gli hedge fund) vengano a bere nell’abbeveratoio delle vacche sane si chiude il rubinetto per tutti con la non voluta (?) conseguenza di far morire di sete anche le vacche da latte, cioè i piccoli utenti, cioè tutti noi ordinari mortali che di solito non abbiamo ne tempo ne denaro per specule sulle differenze di cambio e di tassi.

A che serve alzare i tassi ad un impiegato che si è comprata la casetta per viverci, conscio che è meglio investire in un piccolo esborso mensile per una rata affrontabile invece di buttare denaro in fitti senza ritorno?
A che serve aumentare la rata al piccolo negoziante che compra le mura del suo negozio invece di far abboffare una vecchia stronza redditiera che campa da parassita sul lavoro degli altri?
A che serve aumentare il costo dei prestiti per l’imprenditore serio e lavoratore che utilizza il credito in maniera giusta, cioè come polmone e non come capitale di rischio? Non serve ad un tubo.
Anche se io userei una parola di 5 lettere più pregnante e meglio adatta al livello di incavolatura. Anzi, ha un effetto del tutto opposto a quello che (a chiacchiere) si propongono i banchieri centrali: fa solo aumentare l’inflazione, cioè la crescita dei prezzi.

Il meccanismo è molto semplice, siccome nessuno vuole perdere il proprio patrimonio, soprattutto se è la casa dove si abita o il proprio negozio, e nessun imprenditore può ridurre i costi oltre un certo limite (i famosi costi incomprimibili) è gioco forza, se i banchieri aumentano i tassi in maniera indiscriminata, che tutti si diano da fare per aumentare i propri redditi. I lavoratori chiedendo più salario e gli imprenditori aumentando i prezzi di merci e prestazioni.
E, se le due cose non sono possibili, assistiamo a fenomeni che disturbano parecchio un’economia come la delocalizzazione delle imprese verso paesi più convenienti.
Ovviamente, aumenti di salari e di prezzi fanno aumentare l’inflazione che è proprio il contrario di quello che (a chiacchiere) vorrebbero i banchieri centrali con le loro generalizzate acritiche manovre sui tassi che assomigliano tanto a una bomba atomica lanciata per sterilizzare un pantano pieno di rane, bisce e zanzare.

Che bisognerebbe fare invece? Bisogna rapidamente tornare ad un efficace e severo controllo del sistema finanziario impedendogli con la forza della legge (e non con la eludibile moral suasion) di prestare soldi a chi non può ragionevolmente restituirli.
Questo significa anche che bisogna tornare ad un’antica regola: tassi bassi e bassissimi per chi non è a rischio e tassi proporzionalmente alti per chi è ha rischio o per chi fa operazioni a rischio e/o opera in mercati rischiosi. In altre parole tassi al 2 o 3% al massimo per i mutui e tassi alti e altissimi ai signori degli hedge fund e per tutti coloro che acquistano attività (finanziarie, immobiliari, azionarie) con soldi non propri e con l’utilizzo di leve finanziarie.

Grazie alle tecnologie dell’informazione non ci vuole molto a mettere in piedi un sistema di controllo in tempo reale e che ha anche una sua giustificazione etica e tanto per spegnere le voci contrarie (e disinteressate?) di chi vuole un mercato assolutamente e troppo libero che spesso si trasforma in una specie di selvaggio west dove vale la legge del più forte (le banche).
Se ogni parte di un moderno aereo deve essere certificata per autorizzarlo a trasportarci, se le nostre auto devono rispettare severi parametri di sicurezza ed inquinamento per poter circolare, se i giocattoli dei nostri bimbi devono essere tolti dal mercato se sono potenzialmente pericolosi, se un formaggio per essere venduto deve garantire provenienza dei componenti e di processo, allora si può benissimo obbligare le banche e tutti gli operatori che concedono credito a rispettare delle semplici norme di prudenza nei confronti di pericolosi avventurieri e abbassare i tassi verso chi vuole solo una rata affrontabile per realizzare un sogno umano mimino: un tetto sopra la testa.


Scritto da: Nadir Pisaro

Se la BCE terrà stabile il tasso di sconto, le banche dovranno rivedere le loro politiche limando i tassi.
In questo caso si potranno rinegoziare certi mutui e favorire una ripresa. Nel settore edilizio non è prevedibile un boom per nuove costruzioni, ma per ristrutturazioni e miglioramenti.
Gli operatori non devono solo guardare al 20 per cento che non ha ancora la casa in proprietà, ma all'ottanta per cento di quelli che l'hanno già in proprietà


Scritto da: c.carme

Ho un mutuo di 25 anni e restanti 22 a tasso variabile con uno spread 1,50%.
Stavo pensando di cambiare banca (surrogazione) per condizioni più vantaggiose tipo spread più basso, rata costante, ecc.
Ora sul sole24ore ho letto che se è il debitore a chiedere la surrogazione, la legge ha imposto alle banche l'assoluto divieto di addebitare al cliente le spese relative all'operazione la nuova banca mi ha detto invece che ci sarebbero 200/300 Euro per lo spostamento dell'ipoteca a mio carico naturalmente.
E' vera questa spesa? Se si, allora a quali spese si riferisce l'articolo con riferimento alla legge? Grazie.

Risponde Francesca Tedeschi: Purtroppo Bersani propone e le banche dispongono. Insieme ai Notai. Ho chiesto ad alcune istituti di credito grandi e anche a qualche popolare. Stesso discorso: 400 euro circa per le spese bancarie e 1500 per quelle del Notaio. Come minimo. Per saperne di più "attendere fine settembre". Cioè quando le banche saranno più tranquille su tassi e anche sulla legislazione che, a dir loro, non le tutela a sufficienza nel caso il cliente non pagasse più il debito. Stiamo facendo una inchiesta più approfondita. Torna a trovarci e leggerai qualcosa di più concreto.


Scritto da: c.carme

Innanzitutto la voglio ringraziare per la tempestiva risposta, adesso ho solo un piccolo rimpianto e cioè quello di non aver trovato prima di accendere un mutuo 25nnale il suo blog, adesso avrei molti meno dubbi, va bè è inutile piangere sul latte versato.
A quanto sembra ha di nuovo ragione lei, ho fatto a ‘cazzotti’ con la banca per farmi diminuire le spese che mi ha chiesto che non sono poi quelle per il notaio, quello è un discorso a parte che tra un po le illustrerò, ma sono altre tipo: istruttoria, una nuova perizia, l’apertura del conto, ecc.ecc. per un totale di circa 400 Eur, e va bè mi sono detto, ho tribolato tanto nel trovare una banca che mi fa la ‘surrogazione’ che i 400 Eur li spendo.
Poi c’è l’estinzione anticipata con l’altra banca, che sinceramente non avevo calcolato, e va bè è da contratto e quindi mi tocca, niente male che almeno quella l’hanno abbassata, dal 2% al 0,5%, altri e 700 Eur circa. E siamo a 1100 Eur senza notaio, e qui adesso ti voglio ...
Premetto che io abito tra Parma e Reggio Emilia e credo di averli chiamati quasi tutti ma nessuno è in grado di fare questo tipo di operazione, la surrogazione del mutuo appunto, per motivi ‘tecnici’ a sentir loro a me incomprensibili. Le chiedo quindi, ma è possibile questa cosa ? Adesso che ho trovato la banca non trovo il notaio, è assurdo...
Nel blog lei scrive che ci sono quelli che lo fanno con una spesa che va tra gli 800 e i 1500 Eur, ma allora perché a me si rifiutano ? Poi stranamente mi consigliano di fare un nuovo mutuo per estinguere il vecchio, secondo me c’è qualcosa sotto, o no ? Infine, ammettiamo che lo trovo il notaio, alla fine dovrei sostenere un spesa complessiva di 1900/2500 Eur, mi conviene ?
Spero di non averla tartassata troppo con le mie domande, ma purtroppo, sino ad oggi, nessuno è stato in grado di darmi risposte chiare.
Grazie mille.
P.S. Ho chiesto la rinegoziazione alla mia banca ma me l’ha rifiutata senza dare troppi motivi.


Scritto da: miziozone

Oggi sono stato in filiale intesa ed udite udite!!!: mi hanno detto che il mutuo che io ho sottoscritto non è rinegoziabile!!!!!!!!!!
Nel sistema informatico pare sia apparsa al funzionario con cui ho parlato la dicitura "contratto non rinegoziabile".
Sempre + convinto che bisogna agire legalmente contro questi truffatori autorizzati.
Avete letto l'articolo di Federico Lippi sul suo sito internet: parla di mutui truffa con una tipologia di calcolo dell'interesse adatta per un breve periodo e non per 25-35 anni (piano di smobilizzo)
http:\\www.federicolippi.it/content/view/45/30/)
Una domanda: quanti di voi hanno rinegoziato? le spese a quanto ammontano... e sopratutto quanto la rata è aumentata considerando la conversione a tasso fisso.......
il mio numero 320.5786324
la mia e-mail miziozone@virgilio.it


Scritto da: alessandro

12/09/07
salve a tutti oggi sono stato in banca perche' mi erano sorti dei dubbi in merito al contratto sonni tranquilli,nn sapendo che erano stati citati, scoprendolo solo in banca.
sono sempre piu' convito che per stare tranquillo bisogna fare un mutuo a tasso fisso perche'sono convinto che questa situazione nn si risolvera' facilmente.
mi hanno proposto un tasso 5,90% quindi uguali alle altre banche e in piu ce da pagare penali notaio perizie ecc.
in poche parole agevolazioni zero. e in piu' ce il fattore dell'assicurazione hdi che se nn rinegozi con loro si perde.cosa proponete di fare contattatemi
vecchilions79@libero.it

Risponde Francesca Tedeschi. Non è vero che perdi l'assicurazione. Chi te lo ha detto? Vedi il blog con Roberto che ci è già passato e ti dà anche il numero di HDI. tratti con loro direttamente. Il tasso al 5,9% è oggi ottimale, purtroppo in questa cosa dei Sonni Tranquilli c'è un chiaro concorso di colpa, loro hano spacciato un prodotto per quello che non è, ma nel contratto è scritto tutto nero su bianco e quindi il problema rimane in mano a chi lo ha controfirmato. Ma oggi con la "portabilità" del mutuo puoi piuttosto liberarti di questo mutuo e verificare altre opportunità. Stiamo pubblicando proprio un articolo che spiega come fare.


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