Mutui online. Tempi di vacche magre? Parrebbe di sì, a giudicare dalla nuova strategia di alcune banche online, che, se fin da subito hanno puntato sul canale web per vendere i loro mutui, adesso sembrano aggiustare la rotta: così Banca Woolwich sta creando una sua rete “fisica†di vendita; Banca per la Casa inizia a vendere mutui anche nelle filiali di Unicredit Banca; Fineco ha inventato l’ “Agente Fineco Mutuiâ€, Mediolanum, la sua rete di family banker.
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Intanto, da una ricerca Forrester in America, confermata da un’indagine che Of-Osservatorio finanziario sta conducendo sul mercato italiano, emerge un segnale preoccupante: da un lato la famiglia “media†non è interessata al mutuo online. Dall’altro la clientela “Master†dei “techno-fanâ€, cioè quella fascia giovanile, di reddito medio-alto, abituata ad usare il web tutti i giorni, che sarebbe effettivamente interessata al mutuo online, non è soddisfatta dell’offerta di finanziamenti per l’acquisto della casa oggi disponibile sulla Rete. Perché? Probabilmente, contribuisce a spiegare le ragioni del mancato boom il modo in cui gli istituti di credito italiani hanno concepito il mutuo online.
Of-Osservatorio finanziario ha messo alla prova quattro prodotti di banche italiane, inoltrando, per ogni istituto di credito tramite il rispettivo sito web, una richiesta online di finanziamento per l’acquisto della casa. Bene, nonostante siano stati utilizzati nomi e cognomi di personaggi fittizi, in tutti e quattro i casi la richiesta ha ottenuto un riscontro positivo ed è stato comunicato, via e-mail o per telefono, che “il mutuo è stato approvatoâ€. La logica conclusione è che quelle procedure di richiesta online del mutuo sono, evidentemente, una farsa. Servono per “agganciare†il cliente, avvicinarlo all’offerta della banca. Ma sono prive di un qualsiasi collegamento, se non molto vago, con la realtà . Meglio allora optare per la scelta fatta dalla francese Crédit-Agricole: in quel caso, la procedura di richiesta del mutuo online prevede, come prima cosa, l’inserimento di nome, cognome e codice fiscale.
Non si scappa. Poi, viene richiesta una serie di informazioni dettagliate di carattere economico-finanziario; una procedura certamente più complessa, che, tuttavia, offre la percezione che non si stia perdendo tempo inutilmente. Non è forse questa la strada giusta? Risponde Roberto Anedda, vice-presidente di MutuiOnline, il broker finanziario specializzato nell’offerta di finanziamenti online, che, proprio nel mese di febbraio, ha chiesto la quotazione in Borsa.
Sono d’accordo. Le banche possono anche mettere a disposizione dei clienti una sorta di “ motore di ricerca†online, grazie al quale, inserendo alcuni dati di carattere generale, per esempio il reddito, si possa offrire una prima risposta orientativa del tipo: “il tuo profilo corrisponde ai parametri della bancaâ€. Questo, però, non è un mutuo online, ma piuttosto un semplice strumento informativo.
Cos’è, allora, il mutuo online?
La vera valenza del mutuo online si ha quando, come nel caso di MutuiOnline, fin dall’inizio il potenziale cliente può parlare con qualcuno, cioè con un consulente. L’idea è che, dopo aver individuato un prodotto che risponde alle proprie esigenze, il cliente chiami un contact center e possa ricevere una consulenza a partire da informazioni precise: non solo come si chiama e qual è il suo reddito, ma anche qual è il tipo di immobile che vuole acquistare, dove si trova, quanto costa… Quando si parla di mutuo, insomma, è sempre necessaria una personalizzazione, anche se “a distanzaâ€.
Tuttavia, voi avete rinunciato ad avere una rete di vendita…Cos’è, allora, il mutuo online?
A dire il vero, già da diverso tempo, MutuiOnline dispone di una rete di collaborazione costituita da agenti immobiliari e operatori finanziari che, tramite una convenzione con MutuiOnline, realizzano il servizio di Credit Panel: vendono mutui “al dettaglioâ€, alle condizioni proposte da MutuiOnline.
Se parliamo, invece, della possibilità di creare una rete di negozi, al momento, non se ne parla.
Una scelta in contro-tendenza, rispetto a quella di alcune banche online che, invece, si stanno muovendo proprio in questa direzione…
Quindi non è vero che il settore dei mutui online è in crisi...
L’anno scorso come Gruppo MutuiOnline abbiamo erogato complessivamente poco meno di 700 milioni di euro. Da quando la società è nata, abbiamo continuato a crescere, anno dopo anno. Anche a livello di mercato, comunque, non mi pare che il mutuo online stia vivendo una fase di crisi o di rallentamento. Il servizio dei mutui online tende ad allargarsi, perché c’è più gente che utilizza internet, comincia lentamente a cambiare l’atteggiamento verso i nuovi mezzi, c’è una mentalità diversa. Certo, nessuno dice che il settore dei mutui online, da un anno all’altro, possa triplicare o quintuduplicare il proprio giro d’affari. Comunque, si tratta di una realtà che, piano piano ,sta prendendo piede.
Cosa ostacola, in definitiva, un ulteriore ampliamento del mercato dei mutui online?
Molte persone sono ancora “lontane†dalle nuove tecnologie, diffidano dello strumento internet e manifestano una scarsa propensione ad utilizzarlo. Tuttavia, credo che con il cambio generazionale e, soprattutto, grazie all’esperienza positiva delle singole persone e al passa-parola, ci possano essere dei margini di crescita. Nono a caso, a conferma del buono stato di salute del mutuo online, il numero di banche con le quali noi collaboriamo continua a crescere di anno in anno: oggi ne abbiamo circa quaranta; l’anno scorso se ne sono aggiunte almeno cinque.
Il mutuo è l’investimento di una vita. Impegna una famiglia anche per un periodo di 30 o 40 anni. Qual è la molla che dovrebbe scattare per convincerla a chiedere un mutuo online, invece che recarsi in filiale?
Proprio il fatto che si tratti di un investimento che impegna la famiglia tutta la vita, porta molte persone, prima di tutto, a cercare di informarsi il più possibile sull’offerta del mercato. Da questo punto di vista, internet è uno strumento importante: qui la famiglia può effettuare un primo esame dell’offerta e verificare se, ad esempio, c’è un prodotto che sembra soddisfare le sue esigenze.
In questo modo, però, il “mutuo online†rischia di ridursi ad una “vetrina†di prodotti che poi, i clienti, vanno ad acquistare in filiale…
È vero, una parte di persone si ferma qui: si è fatta un’idea dei prodotti disponibili sul mercato, e, a questo punto, si reca in banca per chiedere il finanziamento. Ma c’è anche chi, dopo aver trovato un prodotto che sembra corrispondere alle sue esigenze, prende in mano il telefono, oppure invia una richiesta di informazioni via mail. In questo modo, si instaura un contatto preliminare attraverso cui, come nel caso di MutuiOnline, il consulente aiuta i potenziali clienti ad individuare il prodotto più adatto alle proprie richieste. È chiaro che, di questi clienti, solo una parte deciderà di concludere la pratica via web.
Veniamo alla fatidica domanda: meglio il fisso o il variabile?
Qualche anno fa, la differenza tra il tasso fisso e il variabile poteva raggiungere i due – tre punti percentuali. Allora, abbiamo consigliato il variabile perché era un prodotto conveniente. Oggi, questa differenza in termini di tasso si è praticamente annullata e, nella situazione attuale io, ormai dai parecchi mesi, consiglio il fisso. È chiaro che, tuttavia, non esiste un mutuo “valido†per tutti.
Ma c’è chi dice che oggi il variabile sia comunque conveniente perché, anche se i tassi aumenteranno ancora, probabilmente dal 2010 cominceranno a scendere, e allora la rata sarà più contenuta.
Il ragionamento torna. Ma c’è anche un altro aspetto da considerare. Nella fase attuale in cui non c’è una differenza sostanziale tra il fisso e il variabile, il fisso rappresenta comunque la certezza di fronte all’incertezza. Per una famiglia che ha un reddito medio e sceglie un mutuo a tasso variabile, successivi aumenti del tasso Bce possono tradursi in una crescita eccessiva della rata. In questo caso, meglio scegliere il fisso.
Certo che, se siamo di fronte ad un reddito elevato, sul quale un aumento della rata a seguito di alcuni rialzi della Bce, non inciderebbe in modo significativo, allora è chiaro che possiamo fare anche un ragionamento di tipo diverso…
Oggi la tendenza è a chiedere un ammortamento più lungo, rispetto a qualche anno fa. E, per averlo, la famiglia è disposta a pagare di più.
È vero, se c’è una differenza di tasso contenuta tra i 20 ed i 30 anni, chi chiede un mutuo oggi preferisce stare tranquillo e pagare una rata un po’ più contenuta per un numero maggiore di mesi, anche a fronte di costi più elevati.
I Mutui online vanno bene. Cosa dire degli altri comparti del credito, dai prestiti online, al consolidamento, al segmento sostituzione e liquidità , alle carte revolving?
La parte di credito al consumo erogata l’anno scorso dal Gruppo MutuiOnline ammonta a poco meno di 95 milioni di euro. Siamo attorno al 13-14% del nostro giro d’affari legato all’intermediazione finanziaria . Si tratta di una porzione più piccola rispetto ai mutui perché, anche se magari facciamo più operazioni, ovviamente l’importo medio è molto più contenuto: siamo attorno agli 11-12 mila euro.
Mutui a parte, qual è il prodotto che vendete meglio?
Sicuramente il prestito personale, per la sua natura di finanziamento “non finalizzato†e quindi, più versatile. Negli ultimi anni, sono andati bene anche i prestiti “consolidamento†e “liquidità â€. Su altri prodotti, invece, i canali di vendita preferenziali sono sicuramente altri.
Facciamo qualche esempio.
La carta revolving ha funzionato di più in anni passati perché era un fenomeno nuovo, c’era maggiore interesse da parte della clientela; poi, man mano, il numero di richieste è scemato. Idem per quanto riguarda il “Quinto dello Stipendioâ€: in questo caso, si tratta di un prodotto complesso, poco trasparente e anche poco conveniente. È necessario un processo di razionalizzazione – regolamentazione del settore cui il governo sta cercano di provvedere.





