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USCITA DI GIOVEDì 5 MARZO 2015
COVER STORY
Le News di Of
La popolazione mondiale è sempre più longeva. Tra il 1990 e il 2013 si sono guadagnati circa 6 anni di vita. A rivelarlo è l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità, all’interno del World Health Statistics, affermando che mentre nei paesi ad alto reddito l’aumento delle aspettative di vita è dovuto specialmente ai progressi segnati nella cura di malattie non trasmissibili, come quelle cardiache, nei paesi più poveri il successo si deve alla diminuzione dei casi fatali di diarrea, delle infezioni delle vie respiratorie e delle malattie neonatali. Un trend che si è imposto e confermato anche in Italia, dove le aspettative di vita si attestano a 80,2 anni per gli uomini e 84,9 per le donne (dati Istat riferiti al 2014), mentre sarebbero oltre 15.000 gli ultracentenari, con un buon 83% di presenze femminili.
Le News di Of
“Questo bambino potrebbe vivere fino ai 142 anni”. Così intitolava il Time di recente, con una copertina effetto, prendendo spunto dalla notizia (pare fondata) che vedrebbe un nuovo farmaco in fase sperimentale (il cui principio attivo è la rapamicina) permettere a un topo di vivere 4 anni, invece che 2-3 come i suoi simili, riuscendo inoltre a mantenere un aspetto giovane e in salute. Da sempre la ricerca per l’elisir di lunga vita è uno dei temi che più affascina l’uomo e la scienza. A testimonianza i numerosi studi provenienti dai più prestigiosi centri di ricerca del mondo che anche nel corso dell’ultimo anno si sono dedicati assiduamente all’argomento. È stato ad esempio protagonista di molti studi l’enzima SIRT1, di cui la comunità scientifica conosce solo in parte gli effetti benefici.
Le News di Of
Continua a fare passi avanti la ricerca scientifica anche sulla frontiera delle malattie cardiovascolari che, in Italia, risultano essere la prima causa di morte. Come registrato dall’Istat, nel 2012, su 613.520 decessi, oltre 230.000 sono infatti stati causati da malattie del sistema circolatorio, con le malattie ischemiche del cuore in testa (75.098 decessi). Le ricerche portate avanti in questo campo risultano quindi di fondamentale importanza. E, se le aspettative di vita aumentano, è sicuramente anche per meritano di questi progressi. Un gruppo di ingegneri del College of Engineering dell’Università del Michigan ha pubblicato sulla rivista Scientific Reports uno studio che dimostra come le cellule del tessuto cicatriziale siano state trasformate in colonie di cellule cardiache battenti. Procedura che, una volta perfezionata, potrà in futuro rigenerare un tessuto cardiaco danneggiato. Le cellule di cui si sono serviti i ricercatori sono fibroblasti ottenuti da embrioni di topo, convertiti in cellule muscolari, dopo averli infettati con un virus che trasporta geni espressi dalle cellule staminali.
Le News di Of
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, in Europa il cancro causa il 20% delle morti, con oltre 3 milioni di nuovi casi e 1,7 milioni di decessi ogni anno, attestandosi come principale causa di morte dopo le malattie cardiovascolari (eppure il 40% dei tumori diagnosticati potrebbe essere prevenuto adottando stili di vita corretti e sottoponendosi a esami di diagnosi precoce). Ma se le prospettive di vita si allungano è merito anche dei progressi realizzati dalla medicina che ha intrapreso ricerche volte a curare questa malattia e a migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Le News di Of
Il marchio di gioielli Alexis Bittar l’ha scelta per la campagna primavera/estate 2015, affiancandola a una modella diciannovenne. Stessa decisione presa dalla firma Kate Spade che per la collezione primaverile la fotografa con la splendida ventiduenne Karlie Kloss. Ma nel suo passato da testimonial si trovano collaborazioni anche con & Other Stories (2014) con cui firma una capsule collection e Jimmy Choo (2012/2013), mentre nel 2011 è la musa della collezione Mac che porta il suo nome e lancia con Yoox una collezione di gioielli limited edition.
Le News di Of
Vivere più a lungo non significa solamente avere un numero sempre maggiore di candeline sulla torta di compleanno ma anche, oggi più che mai, voglia e consapevolezza nell’invecchiare bene e in salute. E i trend lo testimoniano chiaramente: dalle case di moda e cosmetiche che sempre più spesso utilizzano nelle loro campagne pubblicitarie modelle non più giovanissime (tranquillamente anche over 70), ai neopensionati che rifiutano categoricamente la panchina: vogliono mantenersi attivi e continuano a barcamenarsi tra lavoretti e hobby, quanto mai lontani dal ritenersi “inutili” alla società.
Le News di Of
In Gran Bretagna vengono associate al termine “Silver Surfer Age” (over 50 che utilizzano costantemente internet per tenersi aggiornate) e sono diventate le icone di una bellezza matura che non viene sbiadita dal tempo, ma anzi ne trae nuovo fascino. Il riferimento è a star dal calibro di Helen Mirren, Susan Sarandon, Jane Fonda e Meryl Streep. Se la nuova idea di charme e bellezza è quindi questa, non stupirà che un sondaggio svolto recentemente da Escentual.com, azienda online che da 15 anni vende prodotti beauty, mostra che per la prima volta sarebbero proprio le over 60 a spendere di più per i prodotti di bellezza, con una media di 235 sterline, contro le 80 delle ventenni (mentre arrivano a 220 le cinquantenni). È infatti indubbio che ad oggi, ma ancora di più nel futuro prossimo, la fascia degli over 60 rappresenti il mercato con l’incremento più alto per i prodotti anti-age.
Le News di Of
Quante volte, nello sfogliare riviste e giornali, ci si è fermati a osservare incantati la foto della solita bellissima attrice americana, alla soglia dei 70 anni e sospirare: “Ci metterei la firma per arrivare così alla sua età”. Ma la magia svanisce ben presto, e all’ammirazione spontanea sopraggiunge una cinica realtà: “Per essere così alla sua età sarà per forza ricorsa al botulino!”. Se le aspettative di vita crescono con ritmi esponenziali, il desiderio di tutti è quello di arrivare nei migliori dei modi a un’età che sia la più alta possibile. Tra gli aiuti più estremi per contrastare i segni tempi si trova quindi la chirurgia estetica. Estrema perché comporta comunque il ricorso a un intervento, ma allo stesso tempo sempre più soft e sempre meno invasiva. Infatti, tra i trend della chirurgia estetica del 2015, si sottolineano interventi anti-età il più possibile naturali e leggeri, come mini lifting e blefaroplastica, la chirurgia utilizzata per sollevare le palpebre.
Le News di Of
In gergo tecnico si chiamano Long Term Care (o Ltc) . E sono polizze per la terza età. Destinate proprio a chi, a causa dell’invecchiamento e dell’insorgenza delle malattie senili, non può più svolgere da solo e in autonomia le basilari attività legate alla vita quotidiana. Anche se, in realtà, permettono di ottenere una rendita mensile anche qualora la non autosufficienza insorgesse a seguito di un incidente. Funzionano così: si possono sottoscrivere a qualunque età, generalmente tra i 20 e i 70 anni, e prevedono il riconoscimento di una rendita mensile stabilita a priori al momento della sottoscrizione dal cliente stesso (di norma compresa tra i 500 e i 2.500 euro al mese), che viene poi concessa di mese in mese qualora sopraggiungesse la non autosufficienza. Cioè in caso di malattia invalidante, come il Parkinson o l’Alzheimer, ma anche a seguito di incidenti, infarti, ictus.
Le News di Of
Il risparmio di lungo periodo nei prossimi cinque, dieci, forse quindici anni, dovrà fare i conti con uno scenario ancora pochi anni fa inimmaginabile. Si tratta della cosiddetta “financial repression” , una espressione difficilmente traducibile in italiano ma che potremmo definire “restrizione dei rendimenti”. In termini economici la financial repression indica una compressione delle performance delle attività finanziarie, in particolare delle obbligazioni e dei titoli a reddito fisso, al di sotto del tasso di inflazione corrente. Più in generale si può parlare di financial repression in tutte quelle situazione macroeconomiche di lungo periodo in cui il ritorno degli investimenti si colloca stabilmente su livelli inferiori rispetto alle medie storiche.
Le News di Of
L'area in cui si manifesta con maggior forza la “financial repression” è quella del reddito fisso. Proprio in questi giorni il famoso spread di rendimento fra i Btp a dieci anni e i Bund tedeschi di pari durata è sceso per la prima volta in cinque anni al di sotto dei 100 punti base, un punto percentuale. Si tratta dell'effetto positivo dovuto al tendenziale risolversi del contenzioso sul debito tra la Grecia e l'Unione Europea e di un'anticipazione degli adattamenti che le operazioni di acquisto di titoli pubblici da parte della Bce (quantitative easing) avranno sui mercati obbligazionari europei.
Le News di Of
Il quadro come abbiamo visto è preoccupante, soprattutto per chi, risparmiando e investendo oggi, desidera costituire un capitale a termine, ad esempio un somma da destinare all'istruzione universitaria dei figli oggi minorenni, oppure una pensione integrativa. La sola risposta possibile, per guadagnare di più, almeno nei prossimi due-tre anni sarà quella di investire non soltanto nelle obbligazioni di area euro, ma anche nei titoli di diverse aree monetarie, ad esempio il dollaro statunitense, oppure, come ricordavamo all'inizio, in emissioni più rischiose, come i titoli dei paesi emergenti o le obbligazioni high yield.
Le News di Of
Abbiamo visto che i rendimenti di lungo periodo delle obbligazioni, e in parte anche dei mercati azionari, nei prossimi cinque-dieci anni saranno inferiori alle medie storiche. Un modo per sfuggire a questo scenario consiste nel diversificare maggiormente il portafoglio e nell'assumere rischi più elevati. Un'altra soluzione punta su quei titoli e settori caratterizzati da una crescita di lungo periodo più alta della media e di conseguenza in grado di portare agli investitori performance in grado di battere la media di mercato.
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ECONOMIA & FINANZA
Milano Finanza
I crediti deteriorati delle banche italiane sono attesi a 350 miliardi di euro a fine anno. "Per la fine dell'anno ci aspettiamo 350 miliardi di crediti deteriorati", ha previsto il direttore generale di Unicredit , Roberto Nicastro, in un'audizione oggi al Senato. "Si tratta di 750.000 miliardi delle vecchie lire, è una cifra impressionante che assorbe moltissimo capitale". Secondo i dati del Fondo monetario internazionale, le banche italiane hanno circa 330 miliardi di crediti anomali, ossia prestiti che saranno rimborsati in ritardo o per nulla. Questa cifra, che corrisponde a circa un quinto del pil italiano, è triplicata dal 2007. Per circa 180 miliardi si tratta di sofferenze, cioè di crediti che hanno minori chance di essere ripagati.
Milano Finanza
Sarà più difficile per i banchieri sfuggire alle norme Ue sui bonus, attraverso pratiche diffuse soprattutto nel Regno Unito. I banchieri da tempo hanno trovato modi per aggirare i limiti definiti dalla direttiva Crd4, che impongono alle retribuzioni variabili di non superare quelle fisse. Il principio è semplice: le banche giudicano alcune tipologie di compenso come fisse, anche se in realtà hanno le caratteristiche di una retribuzione variabile. Così il tetto massimo per i bonus diventa più alto. Per bloccare queste prassi l’Eba ha messo in consultazione oggi linee guida sulle remunerazioni che definiscono gli elementi necessari per considerare un compenso fisso o variabile. Al termine della consultazione, che durerà tre mesi, le autorità nazionali dovranno aderire ai principi fissati o, in caso contrario, dovranno spiegare le ragioni del dissenso. Ed è a questo punto che diventerà probabile lo scontro con le autorità britanniche (Bank of England e Prudential regulation authority), che finora non hanno dissuaso in nessun modo le scelte delle banche, neppure dopo il primo avvertimento dell’Eba a ottobre
Corriere della Sera
Per risolvere il problema delle sofferenze bancarie "abbiamo creato una struttura interna" quindi "come Unicredit l'abbiamo fatta in casa nostra e non abbiamo interesse a una bad bank" di sistema.
Il Sole 24 Ore
Il ministero dell'Economia dopo l'aumento di capitale avrà il 4% di Mps per effetto del pagamento degli interessi sui Monti bond in azioni. È quanto scrive la banca in una nota. La banca assegnerà al Mef circa 449 milioni di nuove azioni per il pagamento degli interessi sui Monti Bond (243 milioni di euro). Sempre nella stessa nota si legge che «Il Ministero dell'economia e delle finanze si è reso disponibile ad impegnarsi, fino al 180esimo giorno successivo al 1° luglio 2015, a non effettuare operazioni di vendita delle azioni ricevute da Mps». Il Tesoro dunque si impegna a non vendere fino alla fine dell’anno. La decisione è stata assunta per ridurre «per un ragionevole periodo di tempo le potenziali conseguenze negative sul titolo legate al possibile effetto di eccesso di offerta sul mercato», spiega la banca nel comunicato.
la Repubblica
O votate come dico io, che sono il capo. O vi devo considerare dipendenti scorretti. È una non troppo velata formula coercitiva quella che Emilio Zanetti ha affidato a un testo scovato durante le perquisizioni dal nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sugli accordi occulti tra l'Associazione banca lombardo piemontese, già presieduta da Giovanni Bazoli e l'associazione bergamasca Amici di Ubi, guidata dallo stesso Zanetti, per governare Ubi Banca, il terzo gruppo bancario italiano. Il documento, che svela uno dei meccanismi con i quali i vertici delle banche popolari possono esercitare la loro pressione sulla platea dei soci dipendenti per votare a proprio favore nelle assemblee, è il testo del discorso che Zanetti avrebbe pronunciato nell'incontro con i responsabili delle Direzioni territoriali di Ubi Banca a Bergamo il 13 marzo 2013, un mese prima dell'assemblea che ha eletto gli attuali vertici di Ubi Banca e nella quale venne introdotta la tracciabilità del voto. «L'auspicio che formulo nell'interesse del gruppo ai fini della tutela della stabilità dell'autonomia e dell'indipendenza è che tale lista (quella di Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza, ndr) possa ottenere il maggior numero di consensi»
Milano Finanza
I tempi per la vendita di Icbpi si stringono. Secondo alcune indiscrezioni di stampa, le offerte vincolanti per l'Istituto Centrale delle Banche Popolari, società specializzata nei servizi di pagamento e di securities, dovrebbero pervenire entro il 25 marzo. Al momento ci sarebbero cinque soggetti interessati: Advent-Bain-Clessidra, Bc Partner-Cinven, Permira-Cvc, Lone Star e Hellman&Friedman.
Milano Finanza
La famiglia Malacalza non esclude un rafforzamento della propria quota in Banca Carige sopra l'attuale 10,5% ma l'aumento non sarà tale da superare la soglia che fa scattare l'opa obbligatoria. "Pur non essendo nei programmi attuali", ha sottolineato Malacalza Investimenti in merito alle anticipazioni di Mf-Milano Finanza circa un possibile rafforzamento fino al 26%, "non si esclude in futuro l'eventualità di incrementi della quota di partecipazione in Banca Carige ma invece si esclude, comunque e in ogni caso, il superamento della soglia opa".
Il Sole 24 Ore
Nuove svalutazioni su avviamenti pesano sui conti di Popolare di Vicenza. L'istituto veneto ha effettuato impairment supplementari per 370 milioni di euro, che portano la perdita del 2014 a 758 milioni di euro. Il dato finale è quindi superiore al rosso da 497 milioni di euro annunciato lo scorso 11 febbraio. Un approccio «ancor più prudenziale», spiega la banca in una nota, che porta a una svalutazione complessiva degli avviamenti del 65%, per un importo di 600 milioni di euro. Ma la banca, che ieri ha approvato i risultati definitivi sullo scorso anno, ha comunicato anche i requisiti prudenziali minimi richiesti dalla Banca centrale europea in termini patrimoniali. Nel dettaglio, Francoforte ha imposto alla banca veneta un Cet 1 ratio all'11% - il dato più alto tra tutti quelli comunicati ad oggi dalle banche italiane, che però potrebbe ridursi nei prossimi mesi - e un Total Capital Ratio di pari livello (a decorrere dal 31 luglio 2015).
la Repubblica
B anca Marche si prepara a far scattare il piano B. Secondo voci che Affari & Finanza ha appreso da fonti qualificate, i commissari starebbero considerando un’ipotesi alternativa a quella fin qui battuta per l’aumento di capitale. Difatti per mesi si è sperato che la trasparenza imposta dagli esami europei sulle banche avrebbe creato i presupposti per fare chiarezza nel mercato e trovare un partner industriale per l’istituto anconetano, in amministrazione straordinaria dall’ottobre del 2013, dopo che un’ispezione della Banca d’Italia ha rilevato gravi inadempienze e perdite patrimoniali. Una soluzione che è apparsa ancora più percorribile alla luce del decreto Renzi-Padoan, che impone alle popolari più grandi la trasformazione in Spa. Si è detto che questo provvedimento spingerà gli istituti verso un processo di aggregazione, ma sta di fatto che finora non sarebbero arrivate manifestazioni di interesse concrete. Esclusi i big nazionali Unicredit e Intesa SanPaolo (quest’ultima ha già in pancia il 5,84% del capitale), che da tempo hanno chiuso all’ipotesi di un’ulteriore crescita in Italia, si è sperato in Ubi Banca, ma le sovrapposizioni tra sportelli nel territorio marchigiano avrebbero spinto l’istituto lombardo a desistere. Né sembra che l’idea solleciti più di tanto altre realtà come il Banco Popolare e Cariparma
L'Huffington Post
Da oggi Mediolanum cambia logo e mette in soffitta il biscione. Al suo posto il cerchio blu, tracciato da Ennio Doris in numerosi spot pubblicitari. È quanto è stato annunciato all'Adriatic Arena di Pesaro durante la convention degli oltre 4 mila family banker del gruppo. "Il vecchio simbolo - ha detto Ennio Doris - resta nel cuore". Alla domanda se del cambiamento era stato informato anche il socio Silvio Berlusconi lo stesso Doris, a margine della convention, ha risposto negativamente. "È pura coincidenza", secondo Doris, che il cambio del marchio avvenga in una fase in cui Bankitalia ha imposto alla Fininvest di Silvio Berlusconi di cedere buona parte della sua quota in Mediolanum. Massimo Doris, vicepresidente del gruppo, ha spiegato che "il vecchio logo al quale siamo affezionati era poco leggibile, mentre il cerchio è ormai per tutti simbolo della nostra banca". Graficamente il nuovo logo è costituito dalla scritta Mediolanum con la M cerchiata di azzurro e aperta verso la E. Al petto dei family banker la spilla del vecchio logo viene sostituita da oggi con quella nuova
Milano Finanza
Ennio Doris venderà solo a caro prezzo Banca Esperia, la joint venture nel private banking che Mediolanum ha, con quote paritetiche, assieme a Mediobanca . Per quale ragione? Il settore del private banking ha davanti a sé un futuro roseo in Italia dopo la voluntary discloure e la fine dei paradisi fiscali in Europa (Svizzera e Montecarlo in primis).
il Fatto Quotidiano
Mediolanum cambia pelle, ma le vecchie grane restano. Anzi, crescono. Sfonda quota mezzo miliardo di euro il conto che l’Agenzia delle Entrate ha presentato a Mediolanum a causa dei rapporti tra le controllate italiane, Banca Mediolanum e Mediolanum Vita, e quella irlandese, Mediolanum International Fund. In seguito a nuove contestazioni spedite a fine 2014, emerge dal bilancio della rete assicurativa delle famiglie Doris e Berlusconi, l’imponibile complessivamente non dichiarato dal gruppo sale, secondo il Fisco, a 923 milioni, a fronte del quale viene chiesto il pagamento di 506 milioni tra imposte non versate e sanzioni. Com’è noto, l’Agenzia delle Entrate contesta a Mediolanum di aver mantenuto in capo alla controllata irlandese, che si occupa di confezionare e gestire i fondi che vengono distribuiti dalla rete di promotori del gruppo, una quota troppo alta dei propri ricavi, retrocedendo alle controllate italiane una percentuale troppo bassa delle commissioni incassate dai clienti e sottraendo così parte dell’imponibile alle ben più salate aliquote fiscali del nostro Paese
Il Sole 24 Ore
Le principali Borse europee sono contrastate. I listini, in mattinata, erano in attesa dei dati Pmi. In nottata il primo ad essere pubblicato è stato quello calcolato da Hcsb per la Cina. Nel mese di febbraio l’indicatore si è assestato a 52 rispetto a 51,8 del mese di dicembre. Poi, è stata la volta dell’Europa. In generale, il Pmi composito di Eurolandia, che monitora l’attività manifatturiera e dei servizi, è salito a febbraio a 53,3 punti da 52,6 punti di gennaio, segnando i massimi da luglio.
Il Sole 24 Ore
BRUXELLES – La Corte europea di Giustizia ha dato oggi ragione alla Gran Bretagna su una decisione della Banca centrale europea di chiedere alle istituzioni inglesi che trattano l'euro, in particolare le cosiddette società di compensazione (clearing houses), di trasferire le loro attività in uno dei Paesi dell’unione monetaria. Il governo inglese aveva fatto ricorso quattro anni fa, considerando la scelta dell'istituto monetario in violazione delle regole europee e dei principi del mercato unico.
Il Sole 24 Ore
La Grecia, le previsioni su crescita e inflazione. Poco altro: non sono attese decisioni di politica monetaria, dalla riunione di marzo del board della Banca centrale europea, che questo mese si trasferisce a Cipro. Gli acquisti di titoli, il quantitative easing, partiranno a giorni, probabilmente lunedì 9, e continueranno per diversi mesi: fino a settembre 2016, per ora, e comunque finché non sarà chiaro che l'inflazione si muove verso il livello ottimale, collocato «al di sotto ma vicino al 2%».
Il Sole 24 Ore
Ritirata tattica del ceo di Orange, Stephane Richard, su Telecom Italia. Che prima ha definito «una grande opportunità per il consolidamento del settore in Europa» l'ipotesi di un'alleanza con l'incumbent tricolore. Poi ha corretto il tiro parlando di «riflessioni interne» al gruppo. E infine, ieri, in un'intervista a Bloomberg tv, si è rimangiato tutto, dichiarando che Orange «non ha alcun piano di entrare nel mercato italiano». Il tutto nel giro di tre giorni nei quali erano emersi anche particolari - contatti con il management - ed erano state registrate smentite da parte italiana, con il presidente di Telecom Italia, Giuseppe Recchi, che aveva negato incontri, riflessioni interne, o progetti con la compagnia francese.
la Repubblica
D iceva a ottobre 2013: “Il nostro unico interesse è per un accordo strategico, non vogliamo vendere. Terremo il 30% di ogni singolo gruppo per mantenerne la guida”. Diceva pure: “La parola d’ordine è internazionalizzare” e “Largo ai manager in tutte le società di famiglia”. Parole di Gilberto Benetton, che disegnava la nuova mappa di Edizione Holding. Oggi con le trattative per World Duty Free (Wdf) è probabile che la regola indicata un anno e mezzo fa sarà contraddetta e i Benetton lasceranno il timone di questa società. Sarà il primo passo di una nuova strategia. U na strategia che chiama in causa anche Autogrill, Atlantia (con le controllate Aeroporti di Roma e Autostrade per l’Italia), Benetton Group. Insomma è in gioco l’intero universo di business della famiglia trevigiana, in un passaggio di evidente delicatezza. Probabilmente, nel nome di Wdf la regola indicata un anno e mezzo fa sarà contraddetta e i Benetton lasceranno il timone. Ma il top management sta in pari tempo coltivando una serie di altri obiettivi: trovare un partner per Adr entro sei mesi e poi per le autostrade di Aspi, per Autogrill nel corso del 2016, per Benetton Group tra 2-3 anni.
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AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
A piazza Affari in luce Wdf (+2,61% a 10,6 euro), con Banca Akros che ha alzato il target price sul titolo a 9,8 euro da 8,8 euro, confermando a hold il rating. Tra i bancari in evidenza Mps (+2,55% a 0,564 euro). A detta di alcuni esperti il titolo dovrebbe continuare a presentare un andamento volatile in vista dell'aumento di capitale. In positivo anche Bper (+3,03%), Bpm (+2,65%), Banco Popolare (+1,5%), Unicredit (+1,36%), Mediobanca (+1,23%) e Ubi (+1,4%), mentre Intesa Sanpaolo cede lo 0,14%. Si segnala poi Creval (+6,97% a 1,273 euro). Banca Akros ha alzato il prezzo obiettivo sul titolo a 1,3 euro da 1,1 euro, confermando la raccomandazione accumulate e evidenziando che secondo le ultime indiscrezioni di stampa entro il 25 marzo dovranno essere effettuate le offerte vincolanti per l'acquisto di ICBPI.
La Repubblica
Ore 16:00. I mercati europei cercano il rimbalzo in una fase di stallo, che sta caratterizzando gli ultimi giorni di contrattazioni dopo un periodo d'oro: l'abbondante liquidità iniettata dalle Banche centrali, l'attesa per quella in arrivo dalla Bce e l'andamento confortante dell'economia Usa hanno portato nell'ultimo semestre 5mila miliardi di dollari in più sui listini azionari, come dicono i calcoli Bloomberg. "Mancano nuove scintille per far scattare gli acquisti e questo spinge gli investitori a prendere profitto e attendere nuovi segnali", annota Matthew Sherwood di Perpetual all'agenzia Usa: "Il mercato azionario sta iniziando a mostrare segni di affaticamento".
la Repubblica
L'impiegata sgrana gli occhi: "Eh?!". Sembra non averne mai sentito parlare. Il direttore di filiale chiede di cosa si tratti e alla fine prova a empatizzare, con dubbio successo: "Tutele crescenti", sì come no, quante se ne inventano...". C'è uno spettro che si aggira per le banche e si chiama "Jobs Act", o meglio: il nuovo contratto a tempo indeterminato senza articolo 18, cioè quello che a breve sarà l'unico capace di garantire le assunzioni non a termine. Se ne parla mesi ma gli istituti di credito non lo conoscono, non sanno valutarlo, non sanno insomma se ha lo stesso peso specifico del vecchio indeterminato; anche se, da una prima occhiata, parrebbe proprio di no. E quindi in fin dei conti il destino di chi nei prossimi mesi (e anni) vorrà provare a ottenere un mutuo sarà ancora una volta aggrappato alle garanzie delle mamme o dei papà muniti del contratto classico o di una buona pensione. Due giorni di colloqui, tra simulazioni, tabelle, tassi e grafici, in dieci banche: grandi, piccole, italiane o straniere. Nonostante le ottime credenziali di partenza - se non invidiabili per il contesto lavorativo e generazionale - riceviamo tre no, quattro forse, un solo sì e due non risposte a un prestito per l'acquisto della prima casa (inchiesta e video)
la Repubblica
A poche settimane dall'avvio dell'attività viaggia a pieno regime il Fondo di garanzia per i mutui destinati all'acquisto e alla ristrutturazione della prima casa da parte dei giovani con lavori precari e delle giovani coppie. A febbraio, primo mese di operatività, sono stati erogati, infatti, ben 27,7 milioni di euro di mutui. Il Fondo assicura l'accesso al credito per la casa ai giovani fino a 35 anni con lavori atipici, a tempo determinato o altro, alle giovani coppie e ai genitori single che per questo non hanno praticamente alcuna possibilità di accedere ai mutui ordinari, non potendo far valere forme di garanzia. Secondo l'Associazione bancaria che ha diffuso i dati, il Fondo potrebbe garantire finanziamenti potenziali per 12-15 miliardi di euro. Chi può chiedere il finanziamento - Il fondo di garanzia per la casa prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari erogati per l’acquisto, o la ristrutturazione per l’accrescimento dell’efficienza energetica, degli immobili adibiti a prima casa. I mutui possono essere richiesti da: - coppie in cui almeno uno dei due coniugi non abbia superato i 35 anni; genitori single con figli minori; - precari con meno di trentacinque anni di età; - inquilini di alloggi sociali. Per quel che riguarda l'acquisto si deve trattare di immobili di superficie non superiore a 95 metri quadrati, e non di lusso, ossia escluse le categorie catastali A1, A8 e A9 (vale a dire, le abitazioni di pregio).
la Repubblica
L a quotazione dei fondi comuni d’investimento alla Borsa Italiana, partita lo scorso 24 febbraio, era stata annunciata come una rivoluzione che avrebbe dovuto cambiare radicalmente il settore, ma così non è stato. Solo i piccoli operatori per ora si sono mostrati interessati a questa opportunità, invogliati dalla possibilità di aprirsi un altro canale distributivo e dunque nuove fonti di ricavi. Ma, anche tra questi, non tutti hanno deciso di affacciarsi subito a Piazza Affari: molti lo faranno, e per ora preferiscono attendere, ma c’è anche chi è in attesa di un via libera da Borsa Italiana. Ad oggi la lista di chi ha intenzione di quotare i propri prodotti sul segmento Etf Plus è composta da Nextam Partners, Anthilia Capital Partners, AcomeA sgr, Alessia Sicav, New Millenium Sicav (la prima ad aver ottenuto il via libera per la contrattazione già dal 24 febbraio), Pharus Sicav, Hypo Portfolio Selection Sicav, Augustum Opus sim, Zenit sgr e 8a+ Investimenti sgr
Milano Finanza
I tassi a zero o addirittura sotto zero danno più di un grattacapo a gestori e risparmiatori, che devono fare i conti con rendimenti negativi su molti titoli di Stato emessi dagli Stati europei. Se quindi la liquidità è ormai un parcheggio che non ha più ragione di essere perché non rende più nulla o in qualche caso comincia addirittura a costare, la ricerca di asset su cui investire è un passo obbligato.
Milano Finanza
Il conto alla rovescia è iniziato: tra meno di un anno il 1 gennaio 2016, la direttiva Solvency II dovrebbe entrare in vigore, con implicazioni immediate e conseguenti per tutte le compagnie di assicurazione europee. Uno dei cambiamenti più importanti derivante dalla Solvency II riguarda i requisiti patrimoniali. "Imponendo un costo del capitale sugli investimenti, tale direttiva incide sul modo in cui può essere utilizzata la maggior parte delle asset class. Si creerà, quindi, un collegamento diretto tra asset allocation e requisito patrimoniale, con il costo del capitale che varierà a seconda della natura dell'asset class, ma anche in base al ruolo che essa giocherà all'interno del portafoglio complessivo dell’investitore cioè, quanto l'investimento contribuisca in termini di rapporto passività-attività e di diversificazione", sottolinea Nicolas Delrue, Investment Specialist Convertible Bonds di Union Bancaire Privée-UBP.
Morningstar
Il 2015 è iniziato a passo lento per l’industria europea dei fondi. Secondo l’ultimo Morningstar asset flow report, i flussi netti stimati sono stati di 26,35 miliardi di euro, grazie soprattutto ai fondi bilanciati (+12,58 miliardi). E’ stata elevata anche la richiesta di comparti obbligazionari, i quali hanno registrato i più alti flussi mensili da luglio 2014 (+11,08 miliardi). Gli alternativi hanno chiuso il mese in positivo (+4,6 miliardi), mentre gli azionari hanno registrato riscatti netti per 2,27 miliardi.
Morningstar
L’economia italiana fa la timida ma, per gli investitori di Borsa è abbastanza per continuare a credere nel Belpaese. L’indice Msci della Penisola nell’ultimo mese (fino al 27 febbraio e calcolato in euro) ha guadagnato poco più del 9%, portando a +16,9% la performance da inizio anno. Merito dell’attivismo di alcune società di Piazza Affari che hanno attirato l’interesse degli operatori, ma anche dei segnali di vita mandati dalla congiuntura. “La variazione reale del Pil prevista per il primo trimestre è pari a +0,1%, con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%”, scrivono gli economisti dell'Istat. “Tale risultato è la sintesi del contributo ancora negativo della domanda interna (al lordo delle scorte) e dell'apporto favorevole della domanda estera netta”.
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INCHIESTE
La Repubblica
Acquistare una montagna da almeno 1.140 miliardi di euro di titoli, in gran parte di Stato, per rimettere in linea di galleggiamento l'Europa. E dare beneficio ai Paesi membri, come l'Italia, ma anche la Germania che l'ha osteggiato. E' questo l'effetto atteso dal Quantitative easing della Bce, annunciato da Mario Draghi a fine gennaio e ora pronto a partire. Francoforte armerà le Banche centrali nazionali per acquistare 60 miliardi di obbligazioni al mese, almeno fino al settembre 2016, una quarantina dei quali saranno bond sovrani. INFOGRAFICA
L'Espresso
Da anni si continuano a leggere verdetti funesti sulla produzione statunitense di petrolio e gas “shale”, estratto cioè da quelle formazioni non convenzionali di sottosuolo che hanno garantito all’America un’inattesa rinascita energetica. Secondo quei verdetti, gli idrocarburi shale avrebbero avuto vita breve perché la loro dimensione era stata gonfiata artificiosamente e i loro costi erano troppo alti per poterne recuperare volumi significativi. ABBONAMENTO
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COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Martin Feldstein
Le più grandi banche centrali del mondo sono ossessionate dall'obiettivo di allineare il tasso di inflazione nazionale al target comune annuo del 2%. Questo vale per gli Stati Uniti, dove il tasso di inflazione annuale era di -0,1% negli ultimi dodici mesi, per il Regno Unito dove i dati più recenti hanno mostrato un aumento dei prezzi dello 0,3%, e per l'eurozona dove i prezzi al consumo sono scesi dello 0,6%. Ma è davvero un problema? La causa principale del recente calo del tasso di inflazione è la netta diminuzione dei prezzi dell'energia. Negli Stati Uniti, il tasso di inflazione inerziale (calcolata escludendo dall'indice dei prezzi le fluttuazioni di prodotti volatili come energia e alimentari) era dell'1,6% negli ultimi dodici mesi. Inoltre, la Federal Reserve, la Bank of England e la Banca centrale europea sanno che, anche se i prezzi dell'energia non aumenteranno nel corso del prossimo anno, un livello stabile del prezzo del petrolio e di altre forme di energia farà salire l'inflazione.
Il Sole 24 Ore — Carlo Bastasin
Per uno strano caso di preveggenza, le banconote dell'euro portano sul retro immagini di ponti. Fin dall'inizio della crisi, il ruolo della Banca centrale europea è stato proprio quello di costruire quei ponti. La politica monetaria ha dato ai governi e alle istituzioni europee il tempo necessario a correggere le proprie politiche economiche, permettere alle riforme di dispiegare i propri effetti negli anni e in tal modo superare il burrone della crisi. Come sappiamo, all'inizio i ponti erano imperfetti e ancor meno adeguate erano le politiche che dovevano rimediare agli squilibri delle economie. Si è arrivati così all'inaugurazione del più colossale ponte monetario che la breve e drammatica storia dell'unione monetaria europea abbia mai costruito: l'allentamento quantitativo (Qe) che prende il via la prossima settimana. Il ponte è retto da due pilastri: l'impegno politico comune a preservare l'euro; e la fiducia nell'esecuzione da parte dei governi nazionali di politiche economiche adeguate. Nessuno di questi pilastri è del tutto solido. Se lo fossero, non ci sarebbero stati tanti dubbi nel limitare al 20% (molto meno, in realtà) la condivisione dei rischi che l'acquisto di titoli sovrani trasferisce sul bilancio della banca centrale e in ultima istanza sui contribuenti di tutti i Paesi.
Il Sole 24 Ore — Riccardo Sorrentino
L'euro continuerà a calare? Prevedere l'andamento del mercato valutario è davvero un azzardo, ma qualcosa sta cambiando nelle aspettative degli investitori. Il quadro complessivo è inequivocabile: la Fed ha “pazienza”, ma prima o poi alzerà i tassi, mentre la Bce - salvo sorprese per ora da escludere - acquisterà titoli di Stato fino a settembre 2016, tentando così di aumentare l'offerta di denaro, di euro. Il problema è tutto in quel “prima o poi” che presiede al rialzo della Fed. Fino a qualche giorno fa i mercati attribuivano una probabilità implicita del 20% a un aumento dei tassi Usa a giugno o luglio, la data preferita invece dagli economisti privati. È una cifra bassa, molto bassa. Rivela forse una speranza, oppure tiene conto di qualcosa che la Federal reserve non può dire esplicitamente: la preoccupazione che un dollaro troppo forte freni una ripresa ormai consolidata ma caratterizzata da una crescita del pil nominale - la Fed può controllare in realtà solo quella - non certo rapida come prima della Grande recessione.
VIAGGI E DENARI
OfTRAVEL
Palazzo Beltrami, in piazza Scala a Milano, sede delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, apre le sue porte, dal 6 marzo 2015, al pubblico per accedere gratuitamente a circa 80 porte del ‘900 italiano. Il Cantiere del’900.2 permetterà di ammirare opere di grandi artisti come de Chirico, Fontana, Schifano, Vedova, solo per citarne alcuni. Senza seguire, però la classica connotazione cronologica attraverso la quale sono disposte le opere nei musei ma seguendo sei filoni critici, come quello che associa lo spazio al tempo o il bianco al colore. Le iniziative di Intesa Sanpaolo legate all’arte e alla cultura proseguiranno per tutto il 2015 e rientrano nel Progetto Cultura della banca, che include tra i prossimi obiettivi anche il restauro della casa di Manzoni. I 3 poli che costituiscono le Gallerie d’Italia, a Milano, Vicenza e Napoli, oltre alle classiche esposizioni permanenti (la banca possiede in totale circa 10.000 opere tra musei, caveau e uffici), infatti, offrono una serie di incontri, rassegne e percorsi temporanei, anche di carattere formativo e dedicati ai più piccoli.
OfTravel
Fontana, de Chirico, Schifano e Vedova sono alcuni degli artisti che si possono ammirare nel Cantiere del ‘900.2, organizzato da Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano. Ma le iniziative culturali della banca proseguono nel 2015 anche con esposizioni in occasione di Expo e del centenario della Grande Guerra. Per saperne di più sul Cantiere del ‘900.2 e per conoscere gli altri eventi in programma Of ha intervistato Francesco Tedeschi, curatore dell’esposizione e Andrea Maurilio Massari, Responsabile Beni Artistici di Intesa Sanpaolo
INTERNAZIONALE
The Wall Street Journal
Mario Draghi started 2015 with a bang by unveiling a €1 trillion ($1.1 trillion)-plus asset purchase program, mostly government bonds, at the European Central Bank’s first meeting on Jan. 22. Act Two won’t be quite as dramatic, and no new stimulus measures are expected. But the ECB’s second policy meeting of the year, on Thursday in Cyprus, will be significant nonetheless as investors await operational details of the bond purchase program, known as quantitative easing.
The Wall Street Journal
Citigroup, the biggest bank to have its plans rejected twice, has much at stake. Another stumble would surely rile shareholders anxious for bigger returns—the banks have to pass the test to get permission to raise dividends or buy back shares—not to mention provide fodder for politicians and other critics who wonder whether Citigroup is simply too big to manage. Mr. Corbat has said he would step down if Citigroup fails this year. The stress tests, to put it simply, are seen as a proxy for whether Citigroup can continue in its current form.
Financial Times
The EU has made another attempt to curb the remuneration of asset managers and executives working for small banks and building societies, triggering “major concerns” in London financial circles and potentially setting the UK on a collision course with Brussels. The European Banking Authority, the EU’s banking watchdog, wants to remove national waivers used to exempt some financial companies from rules brought in to reform banker pay in the aftermath of the financial crisis so executives had no incentive to take excessive risks.
Dealbook (The New York Times)
A European banking regulator issued formal guidelines on Wednesday morning instructing banks on how they can pay certain employees and who is affected by a much-debated cap on bonuses. The 119-page document from the regulator, the European Banking Authority, indicated that the bonus cap applies to all bank-owned subsidiaries, including asset managers and insurance groups, if their employees take risks that could affect the overall group’s stability. Many banks appear not to have been applying the bonus cap to these groups, and will now need to do so.
The Wall Street Journal
FRANKFURT—To Deutsche Bank AG’s litany of regulatory and financial woes, add an uncommon headache among global financial giants: labor strife. Employees at branches of Deutsche Bank’s Postbank retail unit staged strikes in Germany this week, demanding extended job security and higher wages, ahead of negotiations with Postbank officials starting Wednesday. The labor unrest came ahead of a broad strategy review that Deutsche... ABBONAMENTO
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
ROMA - Muove i primi passi il progetto dell'Italia a banda ultralarga. Un piano da 6 miliardi di risorse pubbliche che il consiglio dei ministri ha esaminato insieme alle linee strategiche per l'Italia digitale, volte alla diffusione dei servizi online della Pubblica amministrazione. Non c'è una data imperativa di “chiusura” della rete in rame, fortemente temuta da Telecom Italia, ma si ribadisce l'intenzione di raggiungere gli obiettivi indicati dalla Ue: al 2020 almeno il 50% delle famiglie abbonate a un servizio a 100 megabit/secondo (con l'85% collegabile) e il 100% al quale dovranno essere garantiti almeno 30 megabit.
La Stampa
Colpire Google dove fa più male. Se le voci fossero confermate, ed Apple stesse davvero lavorando un proprio motore di ricerca, sarebbe senza dubbio una piccola rivoluzione. D’accordo, a combattere l’egemonia di Google in questo settore, ci si sono già provati in tanti – Microsoft con Bing su tutti – e senza molta fortuna, finora, ma quella della Mela, non è un’azienda qualsiasi e se decidesse davvero di invadere il campo del rivale, di sicuro lo farebbe in forze, e con qualcosa di memorabile.
La Stampa
L’app di Android Wear è il prossimo grande passo di espansione dell’ecosistema Google su iOS. Secondo le indiscrezioni rivelate dal sito francese 01net , Mountain View sta lavorando ad una versione per iPhone del suo sistema operativo per dispositivi indossabili. L’app, analoga a quella che gli utenti Android possono scaricare dal Play Store, consentirà di accedere a tutte le funzionalità degli orologi intelligenti, a partire dalle notifiche.
La Stampa
Google sfida Apple sul terreno degli smartwatch a pochi giorni dal lancio dell’Apple Watch, il 9 marzo . Secondo indiscrezioni, Big G starebbe sviluppando un’applicazione che rende gli orologi intelligenti con a bordo il suo sistema operativo Android Wear - come il Moto 360 di Motorola e i G Watch di LG - in grado di dialogare con l’iPhone. Uno stratagemma che potrebbe spingere le vendite dei numerosi smartwatch Android presenti sul mercato.
La Stampa
Grazie al successo dei nuovi iPhone, 6 e 6 Plus, Apple ruba a Samsung lo scettro di primo produttore di smartphone al mondo ritornando in vetta alle vendite per la prima volta dopo quattro anni. A certificare il sorpasso è la società d’analisi Gartner con i dati relativi al quarto trimestre 2014. Nel periodo di riferimento, Apple si è ritagliata il 20,4% del mercato globale (17,8% nel 2013), mentre Samsung si è fermata al 19,9% (nel 2013 aveva il 29,5%).
La Stampa
Samsung ha presentato al Mobile World Congress di Barcellona l’ultima versione di Gear VR Innovator Edition, studiata per completare l’esperienza di intrattenimento degli smartphone di ultima generazione Galaxy S6 e Galaxy S6 edge. Il nuovo visore, sviluppato in collaborazione con Oculus, è progettato per offrire una visione più immersiva grazie a un design confortevole e a contenuti cinematografici.
Wired
...un bug chiamato Freak (Factoring Attack on RSA-EXPORT Keys). Questa vulnerabilità, che affligge i browser di Apple e quelli sviluppati in Google Android (Chrome, Explorer e Mozilla pare siano al sicuro), sembra provenire da vecchie direttive del governo statunitense, per le quali si impediva alle aziende di vendere all’estero gadget e strumenti informatici che utilizzavano cifrature forti, imponendo quindi l’utilizzo di cifrature deboli sui prodotti commercializzati all’esterno degli Stati Uniti. Nonostante queste restrizioni siano state abolite già alla fine degli anni Novanta, alcune società, tra cui appunto Apple e Google, hanno continuato a utilizzare i meccanismi di cifratura più deboli, creando una grande falla nei livelli di sicurezza di centinaia di migliaia di strumenti di navigazione.








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