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USCITA DI VENERDì 1 LUGLIO 2016
COVER STORY
Corriere della Sera
Jean Pierre Mustier è il nuovo amministratore delegato di UniCredit. Lo ha deciso un consiglio di amministrazione straordinario questa mattina, concluso attorno alle 11.30, all’unanimità. Prende il posto di Federico Ghizzoni, che lo scorso 24 maggio aveva dato la disponibilità a dimettersi una volta individuato il suo successore.
Il Sole 24 Ore
Da Piazza Gae Aulenti, dove la banca si era appena trasferita, Jean-Pierre Mustier si era congedato a fine 2014 dopo aver stabilizzato una divisione, il Corporate & investment banking, duramente provata dagli anni di tempesta finanziaria. Ma un piede in UniCredit l’ha conservato: il banchiere siede nell’international advisory board di gruppo, presieduto da Romano Prodi, e - complice una relazione...
Corriere della Sera
Non è una banca facile quella che il 55enne francese Jean Pierre Mustier ha accettato di guidare. Il titolo UniCredit è stato tra i più bersagliati da inizio anno: un -60%, più che le altre banche, fin sotto la soglia psicologica dei 2 euro, che ha evidenziato lo scontento degli investitori circa l’ultima fase della gestione di Federico Ghizzoni, anche al di là delle responsabilità proprie del banchiere piacentino. Il piano industriale di novembre non aveva suscitato entusiasmi e il Ceo ora uscente non era riuscito a rassicurare circa l’adeguatezza del capitale, al 10,5% di Cet1, considerato basso.
ECONOMIA & FINANZA
Corriere della Sera
Prima del rimbalzo delle quotazioni, scattato appena diffusa la notizia del via libera Ue alle garanzie pubbliche per le banche, la capitalizzazione del Monte dei Paschi di Siena era arrivata a un miliardo di euro. Lo stesso valore di Rai Way, o di Brunello Cucinelli. Nel giro di un anno il prezzo del titolo è sceso del 78%, solo nell’ultimo mese di oltre il 40%: oggi vale 0,37 euro contro i 9,9 di due anni fa. È proprio la sorte della banca senese il vero cruccio del premier e del ministro dell’Economia, l’oggetto principale delle discussioni di questi giorni tra il governo, la Commissione Europea, la Banca d’Italia.
Milano Finanza
La Brexit, un uragano che ha investito tutti i settori europei ai quali non fa di certo eccezione quello bancario. Dopo Ubs e Kepler Cheuvreux, oggi anche Morgan Stanley ha analizzato l'effetto dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, impatto "prolungato, contorto e costoso" che peserà sugli utili delle banche, in particolare attraverso tassi e volumi più bassi.
Milano Finanza
Il titolo Banca Carige flette del 3,56% a quota 0,3627 euro a Piazza Affari all'indomani della presentazione del nuovo piano strategico 2016-2020. Un piano che si basa su quattro pilastri: rafforzamento dello stato patrimoniale, aumento dell'efficienza operativa, rifocalizzazione del business e della presenza territoriale, rinnovo dell'offerta commerciale e del modello di servizio, pilastri che si traducono in obiettivi finanziari che prevedono una riduzione del cost/income ratio al 61,4% (da circa il 90%) e un rendimento del capitale del 7% alla fine del 2020.
Il Sole 24 Ore
FRANCOFORTE - Le azioni di Deutsche Bank sono scese ieri ai minimi degli ultimi trent’anni, colpite da una combinazione di fattori, dalla bocciatura della sua controllata negli Stati Uniti negli stress test della Federal Reserve, a un rapporto del Fondo monetario sulle banche tedesche, che, come Il Sole 24 Ore ha riferito ieri, ne sottolinea la vulnerabilità ai bassi tassi d’interesse, destinati...
Milano Finanza
Dopo la Brexit Kepler Cheuvreux usa la scure sulle banche e le società di risparmio gestito italiane. La banca d'affari, alla luce della performance negativa del mercato, ha infatti tagliato le stime di utile netto in media dell'8,6% a seguito di un taglio del 3% degli asset under management e del 4% delle commissioni.
Il Sole 24 Ore
Il governo italiano ha ottenuto dalla Commissione europea di poter assicurare garanzie pubbliche alle banche quando queste raccolgono liquidità sul mercato. La scelta è «precauzionale», da utilizzare nel caso di improvvisa carenza di liquidità, ma conferma quanto sia delicata la situazione del settore bancario. Qui a Bratislava, il ministro delle Finanze slovacco Peter Kazimir, che da oggi presiede l’Ecofin per sei mesi, si è detto però fiducioso sulla stabilità finanziaria in Europa.
Il Sole 24 Ore
Dopo giorni in cui si sono rincorse le ipotesi più diverse a proposito di come sostenere le banche italiane nel caso di stress determinati dal post Brexit, il punto di caduta della soluzione in chiave tricolore torna a essere il fondo Atlante. Il quale, per l’occasione, si prepara a generare una nuova Sgr nella quale far confluire tutte le risorse rimaste e altre da raccogliere tra investitori...
AFFARI PERSONALI
Milano Finanza
Sale del 7,81% a 0,3792 euro anche Mps che però dovrà saldare in contanti, e non in azioni come avrebbe voluto, il residuo degli interessi che deve al Tesoro per i Monti Bond, dopo aver ricevuto questa indicazione dal ministero. L'importo da corrispondere al Tesoro di 45,99 milioni di euro alla prevista scadenza di oggi 1 luglio è dovuto come "pagamento in forma monetaria degli interessi" relativi all'esercizio finanziario 2015 maturati sui nuovi strumenti finanziari, i cosiddetti Monti bond, riscattati lo scorso 15 giugno 2015. Tale pagamento, ha assicurato la banca senese, non avrà alcun effetto sui livelli di patrimonializzazione.
Milano Finanza
Nel dettaglio, tra i titoli bancari hanno chiuso in positivo Intesa Sanpaolo (+3,28%), Bpm (+2,31%), Bper (+2,76%) e Unicredit (+2,28%) mentre hanno sofferto Mps (-2,44%), il Banco Popolare (-0,19%) e Ubi Banca (-1,04%). Travagliato in generale il settore finanziario con i rialzi segnati da Mediolanum (+5,23%) e Exor (+2,20%) e i ribassi di Unipol (-1,86%), UnipolSai (-1,46%) e Azimut (-2,01%).
Milano Finanza
Lo spread Btp/Bund ha aperto in forte contrazione, a 135 punti base dai 146 dell'apertura, in scia alle indiscrezioni di stampa in base alle quali la Banca centrale europea starebbe considerando di rendere meno stringenti le norme relative agli acquisti di bonds governativi.
Il Sole 24 Ore
L’effetto Brexit si fa sentire anche sull’asta del Tesoro, ma soffia a favore dei titoli di Stato italiani, non al contrario. Stamani il ministero delle Finanze ha infatti collocato BTp a 5 e 10 anni per complessivi 5 miliardi di euro oltre a CcTeu per 1,75 miliardi ottenendo richieste rilevanti e vedendo soprattutto i rendimenti dei bond a cedola fissa scendere rispetto al mese precedente. Nel caso dei titoli a 5 anni, lo 0,33% spuntato rappresenta addirittura il minimo storico, mentre l’1,35% dei decennali è inferiore all’1,42% del mese precedente ed è il minimo dall’asta di marzo.
Morningstar
Nei dati sulla raccolta dei fondi europei a maggio c’è tutta l’incertezza degli investitori per l’esito del referendum nel Regno Unito, ma nessun fuggi fuggi anticipato. Solo nelle prossime settimane sapremo quali effetti sull’industria del risparmio ha avuto lo shock dei mercati dopo la vittoria degli inglesi favorevoli all’uscita dall’Unione europea e le conseguenze caotiche di questo risultato.
Morningstar
Con i “se” e con i “ma” non si fa la storia; tuttavia la vittoria del “sì” per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea si presta molto a questo gioco di ipotesi e contrapposizioni. Il motivo è l’effetto sorpresa che ha avuto sui mercati. Il mini-rally delle Borse nei giorni precedenti il 23 giugno è la prova che l’esito del voto era stato largamente sottostimato. Di qui il brusco shock che è seguito alla notizia e la forte volatilità dei giorni successivi.
Milano Finanza
Il crollo delle borse dopo il referendum in Gran Bretagna ha finalmente creato le condizioni per diventare strutturalmente più positivi sull'equity? Secondo gli analisti di Equita purtroppo non ancora e per ben sette motivi. In primo luogo lo shock della Brexit avviene in un momento in cui era già in atto un rallentamento del ciclo come si poteva desumere dall'appiattimento della curva dei tassi sui Treasuries.
Corriere della Sera
Giugno è il quinto mese consecutivo di deflazione per il sistema economico italiano e il calo tendenziale dei prezzi appare in accelerazione. I dati provvisori dell’Istat mostrano un aumento dello 0,1% dei prezzi al consumo su base mensile e una diminuzione su base annua pari a -0,4% (era -0,3% a maggio). Le dinamiche deflazionistiche sono, secondo l’Istituto di statistica, in gran parte riconducibili all’ampio calo dei prezzi dei beni energetici(-7,5% rispetto a giugno 2015), sebbene meno intenso di quello registrato a maggio.
Milano Finanza
Il lusso fa i conti con la Brexit. Kepler Cheuvreux ha incluso nelle sue valutazioni del comparto il maggior rischio politico causato dall'uscita della Gren Bretagna dall'Ue. In media il broker stima che le vendite nel Paese delle società del lusso dell'Europa Continentale pesino il 4%. E a seguito dell'indebolimento della sterlina, Kepler sostiene che i prezzi al retail dei beni aumenteranno.
Milano Finanza
Il crollo del prezzo del petrolio non ha frenato i fondi sovrani. Anche nel 2015 i fondi sovrani hanno aumentato il capitale investito, portandolo a 4.978,16 miliardi di dollari (+25,5 miliardi), nonostante le voci di smobilitazione che si sono susseguite tutto l'anno a seguito del crollo dei prezzi del petrolio, la commodity che finanzia una buona parte dei fondi sovrani.
SPECIALI
Morningstar
Vediamo il voto del Regno Unito per uscire dall'Unione europea come un chiaro elemento negativo per le istituzioni finanziarie sia UK che Ue. Non possiamo fare a meno di prendere nota delle dichiarazioni del Fondo monetario internazionale secondo cui gli “effetti economici netti [per il Regno Unito] di lasciare l'Unione europea saranno probabilmente negativi e sostanziali" visto che le imprese e le famiglie rinvieranno le decisioni di investimento fino a quando il nuovo rapporto tra il Regno Unito ei suoi partner commerciali prenderà forma. Questo anche perché molte aziende muoveranno le loro attività dal Regno Unito all’interno delle frontiere dell'Ue. Tuttavia, nonostante il prezzo delle azioni bancarie sia in calo del 30% e sia a metà del valore di libro, pensiamo che una crisi sia improbabile. Il sistema creditizio UK si è rafforzato considerevolmente dopo la crisi finanziaria.
Il Sole 24 Ore
Per i temi del lavoro e del welfare – come per le altre questioni aperte dalla Brexit - la parola chiave per capire gli scenari futuri è “prudenza”. Solo al termine del lungo e incerto negoziato che sarà svolto tra le parti potrà, infatti, essere chiarita la portata effettiva che avrà l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sui cittadini comunitari (e quindi anche italiani) che vorranno...
Il Sole 24 Ore
Una rete di sicurezza preventiva e ben solida. È quella che lo Stato Italiano, su autorizzazione di Bruxelles, avrà la possibilità di stendere sul sistema creditizio italiano, per garantire in ogni momento le esigenze di liquidità e attenuare le pressioni speculative sull’Italia. E d’ora in poi chi pensasse di scommettere contro l’Italia e contro i suoi risparmiatori, penalizzando le aziende di credito in borsa grazie all’occasione dell’instabilità da Brexit dovrà far bene i suoi conti, perché la possibilità di “vincere facile” non c’è più.
Il Sole 24 Ore
LONDRA - La Gran Bretagna si avvia verso un taglio dei tassi di interesse e nuove forme di allentamento per far fronte al dopo Brexit. Lo ha lasciato intendere il governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, precisando che una decisione definitiva sarà annunciata il 16 luglio dal Comitato di politica monetaria. Non sarà l’unica misura della BoE per sostenere un Paese che s’incammina verso l’annunciata contrazione. «Ritengo che l’economia stia già peggiorando...Non si tratta di capire se ci sarà un aggiustamento del quadro economico – ha detto – ma quanto durerà e quanto profondo sarà». Secondo Mark Carney l’estate porterà nuovo quantitative easing mentre a scopo cautelativo le aste per garantire liquidità si svolgeranno su base settimanale e non mensile.
Il Sole 24 Ore
Brexit ha generato incertezza nel mondo del business e, in attesa dell’addio definitivo della Gran Bretagna all’Ue, le aziende localizzate a Londra pensano al futuro. Restare a Londra o andare via?
INCHIESTE
Il Sole 24 Ore
Il crollo dei rendimenti dei titoli di Stato dell'area euro, e in particolare la corsa ai Bund tedeschi innescata dalla «Brexit» rischia di creare qualche problema al soggetto che, con le sue decisioni, ha contribuito in maniera determinante a innescarlo: la Banca centrale europea. Nel varare il Quantitative easing, ossia il piano di acquisti di titoli (governativi e non) per contrastare il...
Corriere della Sera
Maurice Moses Obstfeld, a 64 anni, ha una timidezza che inganna. Dietro l’aria da accademico, gli abiti fuori da qualunque moda degli ultimi vent’anni, non c’è un uomo che si astrae. Docente di economia all’università di California a Berkeley, capo economista del Fondo monetario internazionale da dieci mesi, Obstfeld ha una profonda esperienza politica: è arrivato al Fmi dalla Casa Bianca, dov’è stato fra i consiglieri economici più influenti di Barack Obama. La sua apparente timidezza è la cautela di un uomo che sa quanto pesino le proprie parole, specie se riguardano un Paese con i problemi dell’Italia dopo il sisma innescato dalla rottura britannica con l’Unione Europea.
L'Espresso
Nomi noti, piccoli imprenditori, decine 
di aziende. Secondo la Procura di Milano, Alessandro Jelmoni li aiutava a evadere 
il fisco. La lista dei clienti (solo alcuni 
di loro sono indagati) spunta dalle carte dell’inchiesta giudiziaria su Jelmoni. ABBONAMENTO
Corriere della Sera
’è una lucina rossa che si è accesa al ministero dell’Economia e a Palazzo Chigi. Non è quella che riguarda gli effetti della Brexit o la tenuta del sistema bancario. La lucina ha a che fare direttamente con l’andamento dell’economia di casa nostra, con gli effetti che può avere sul Prodotto interno lordo il rallentamento degli appalti pubblici. Che cosa è successo?
COMMENTI
Il Sole 24 Ore — Isabella Bufacchi
Il “whatever it takes” per le banche, l’Italia se lo confezionerà in casa disponendo di una dote di garanzie pubbliche fino a 150 miliardi di euro. Sarà uno scudo made-in-Italy che avrà, come per qualsiasi prodotto europeo doc, un’etichettatura ufficiale, cioè il timbro di approvazione della Commissione. Questo è quanto è emerso ieri, tra indiscrezioni, mezze conferme e quasi smentite. Sul tipo di garanzia pubblica in arrivo, ieri ufficialmente non sono stati diramati dettagli. Dietro le quinte, però, appare evidente che l’Italia abbia deciso in questa partita sulle banche di tenersi tutte le porte aperte fino all’ultimo. E che quello della garanzia è comunque uno strumento in più messo in armeria.
Il Sole 24 Ore — Carlo Bastasin
Solo ieri si è saputo che domenica scorsa il governo italiano è stato autorizzato dalla Commissione europea ad utilizzare garanzie pubbliche per assicurare liquidità e sostegno alle banche. Il timore per le conseguenze del Brexit e il rischio di perdere accesso al tradizionale finanziamento interbancario sono stati tali da autorizzare uno schema di protezione per ben 150 miliardi. È rassicurante che questa volta le istituzioni europee e il governo italiano siano riusciti a collaborare senza clamore né mezze misure per prevenire un rischio che incombeva sul Paese.
Corriere della Sera — Ferruccio de Bortoli
Se non si investe con tassi d’interesse vicini allo zero, quando mai lo si farà? Ridotta al nocciolo, la questione di fondo dell’economia italiana (ed europea) è tutta qui. Il livello degli investimenti ha toccato nel 2015, secondo la Banca d’Italia, il minimo storico nel rapporto con il Prodotto interno lordo (Pil): il 16,6 per cento. Qualche segno di ripresa c’è, ma dalla crisi finanziaria a oggi la caduta è stata superiore al 30 per cento. Anche questo spiega come mai il nostro Paese non sia ancora riuscito a recuperare i livelli di reddito del 2008.
INTERNAZIONALE
MarketWatch
Are the brakes on the “Brelief” rally? Dow futures aren’t doing much this morning, slowing down after blue chips soared 554 points in two days. That two-day rebound was welcome in the face of gloomy predictions, but it would be foolish to assume risk assets are out of the woods just four sessions into the post-Brexit world, says Peel Hunt strategist Ian Williams. “Everything does seem to be looking incredibly stable,” but “further volatility should be expected in due course, as the next steps to leaving the EU become clear,” Trustnet Direct analyst Tony Cross says.
The New York Times
The race is on to be the new London. Unless Britain finds a way to undo its decision to leave the European Union, London’s days as the pre-eminent global financial capital, ranked even ahead of New York, may be numbered. I spoke this week to several high-ranking executives at major financial institutions that collectively employ tens of thousands in London. While none of them have any immediate plans to move their European headquarters from Britain’s capital, all agreed they would eventually shift a significant number of highly paid employees to cities that remain in the European Union.
The Economist
A PROBLEM facing economists is that it won’t be possible to assess the macroeconomic impact of the Brexit vote for quite some time. The official estimate of GDP growth in the third quarter of this year will not be published until late October. More annoyingly, this estimate will not have a detailed breakdown of what’s going on in the economy; we will have to wait until late November for that. We won’t get any hint of the impact on unemployment until around September. However, there are high-frequency data which, unfortunately, paint a very worrying picture.
TECNOLOGIA
Il Sole 24 Ore
Gli algoritmi? Con la Brexit hanno guadagnato. Non tutti, è ovvio. Ma ciò che emerge dai dati è chiaro: i robot, negli scambi post-referendum, si sono tolti la soddisfazione di battere gli umani. Gli hedge fund, venerdì scorso, complessivamente hanno perso soldi. Secondo l’Hfrx Global Hedge Fund index la loro performance è risultata in calo dell’1,1%. Guardando, però, ai singoli fondi salta...
Corriere della Sera
Fatta l'Europa è il momento di fare il mercato unico digitale europeo. Dal primo luglio entra a pieno regime la firma digitale, un mezzo veloce e facile per permettere l'accelerazione degli scambi online di beni, merci e servizi senza subire gli intoppi tipici della vecchia carta.
La Stampa
Che il piccolo schermo sia il migliore amico degli italiani è ormai un dato di fatto, non a caso siamo i più grandi consumatori di tv a livello europeo. E nemmeno l’avvento dello streaming online on demand, a cominciare dal precursore Infinity (operativo già dal 2013), è riuscito a scollarli dalla tv. Il 90% sostiene infatti di aver buttato l’occhio sui programmi della tv generalista per almeno un minuto nell’ultimo mese. I dati sono comunque confortanti, ci stiamo man mano allineando al resto d’Europa (ma non del mondo)
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